Ha iniziato ad accorgersi che la vista peggiorava progressivamente. Leggere era diventato difficile, il campo visivo si restringeva sempre di più e ogni giorno aumentava il timore di perdere definitivamente la vista e l’autonomia. A causare questi disturbi, in un uomo di 82 anni, era un tumore, un adenoma benigno dell’ipofisi di oltre due centimetri che, crescendo alla base del cranio, comprimeva il chiasma ottico, il punto in cui si incrociano i due nervi ottici.
Per evitare danni irreversibili alla vista, il paziente è stato sottoposto con successo a un delicato intervento di neurochirurgia mini-invasiva al Policlinico di Bari.
L’intervento è stato eseguito dal prof. Francesco Signorelli, direttore dell’Unità operativa di Neurochirurgia, in collaborazione con il dott. Paolo Berardi, dell’Unità operativa di Otorinolaringoiatria diretta dal prof. Nicola Quaranta, attraverso un approccio endoscopico endonasale. La tecnica consente di raggiungere l’ipofisi passando attraverso le cavità nasali, senza incisioni esterne, grazie all’impiego di una telecamera ad alta definizione e di strumenti chirurgici dedicati.
“Il tumore era benigno, ma gli effetti della compressione erano estremamente seri”, spiega il prof. Francesco Signorelli. “Senza un intervento tempestivo il paziente avrebbe perso progressivamente la vista. Nonostante gli 82 anni, era in buone condizioni generali e l’intervento rappresentava l’unica possibilità per preservare la funzione visiva.”
L’intervento è stato pianificato con sistemi di neuronavigazione ed è stato supportato da un innovativo sistema di ecografia intraoperatoria dedicato alla neurochirurgia, sviluppato nell’ambito delle attività di ricerca. Il dispositivo consente di orientare con maggiore precisione il chirurgo durante l’intervento e di verificare l’estensione dell’asportazione nei casi in cui le caratteristiche del tumore permettono una buona visualizzazione ecografica.
Dopo l’intervento il paziente è rimasto ricoverato per alcuni giorni per il monitoraggio post-operatorio. Il decorso è stato regolare e i controlli hanno documentato la completa decompressione delle vie ottiche e il recupero della funzione visiva.
“Al Policlinico di Bari – conclude il prof. Francesco Signorelli – eseguiamo oltre cinquanta interventi all’anno per patologie dell’ipofisi, prevalentemente di natura tumorale, sia in pazienti adulti sia pediatrici, utilizzando routinariamente la chirurgia endoscopica endonasale. L’elevato volume di attività, unito all’esperienza maturata negli anni e all’impiego delle più moderne tecnologie, fa della nostra Neurochirurgia un centro di riferimento per il trattamento delle patologie della base cranica e dell’ipofisi nel Mezzogiorno”.