Una casa in via Giovanni Pascoli in cui pioveva dentro dal soffitto della camera da letto, la protesta contro il silenzio dell’amministratore, il pignoramento e infine la strada. È la storia di Graziella Marzocca, cinquantasettenne barese nata il 28 settembre 1967, diventata da tempo un caso sollevato dai cittadini e dai volontari della rete civica “Una Città per Tutti”. L’associazione ha deciso di rivolgersi direttamente al tribunale di Bari per chiedere ascolto e attenzione su una vicenda umana che unisce fragilità sociale, burocrazia e procedimenti giudiziari.
Tutto ha inizio quando Graziella, stanca di raccogliere con i secchi l’acqua che entrava dal tetto malandato (degrado poi accertato anche dai tecnici del Comune di Bari con una diffida al condominio), decide per protesta di non pagare più le quote condominiali. Da quella morosità è scattata la procedura esecutiva immobiliare. Nel frattempo, i servizi sociali hanno segnalato la sua fragilità e il giudice tutelare ha aperto un’amministrazione di sostegno. Il 18 febbraio 2025 è arrivato l’ordine di liberazione dell’immobile. Allontanata dalla sua casa e impossibilitata a portare con sé il suo cagnolino, suo unico affetto, Graziella ha vissuto per circa un anno accampata all’aperto sotto i portici del teatro. Solo grazie ai volontari e a un avvocato, il Comune l’ha tolta dalla strada sistemandola temporaneamente in un centro diurno.
Oggi la donna ha un riparo ma soffre di diverse patologie, tra cui una forte sindrome ansioso-depressiva, e chiede solo di tornare a casa. Secondo quanto emerso, il giudice dell’esecuzione all’inizio del 2026 avrebbe persino autorizzato la conversione del pignoramento con pagamento rateale per salvare l’immobile, ma Graziella si trova in un limbo informativo e non riceve risposte alle sue lettere. I volontari spiegano che la donna non viene informata di nulla, dalle sorti della casa fino alle necessità banali come i duplicati dei documenti o la scheda telefonica, risolti solo grazie alla rete civica. Da qui il testo dell’appello: “Signor Presidente, non le chiediamo provvedimenti che non ci competono e non intendiamo muovere accuse a nessuno. Le chiediamo soltanto, con rispetto e fiducia, ciò che chiederebbe chiunque per una persona cara: che Graziella venga ascoltata”. I cittadini chiedono che le venga spiegato con parole semplici cosa sta accadendo alla sua vita e che si faccia il possibile per riparare il solaio del condominio, ponendo fine a un silenzio che aggrava la sua solitudine.