Avrebbe perseguitato per oltre un anno il ginecologo che l’aveva avuta in cura, inviandogli ripetuti messaggi dal contenuto minatorio e accusandolo pubblicamente di averle prescritto esami e prodotti per ottenere guadagni personali. Una donna di 53 anni, residente in provincia di Bari, dovrà rispondere delle accuse di stalking e diffamazione nei confronti del professionista, dopo che la Procura ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato. Il processo inizierà il 17 marzo 2027 davanti al Tribunale di Bari.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la vicenda sarebbe nata dall’insoddisfazione della donna per l’esito delle terapie ricevute. Da qui sarebbero cominciati comportamenti persecutori e messaggi sempre più insistenti, alcuni dei quali contenenti vere e proprie minacce. “Finirà steso in una bara come tutti prima o poi”, “se le va male qualcosa sono io” e “non finisce qui, lei mi ha rovinato” sono alcune delle frasi che, secondo l’accusa, la 53enne avrebbe rivolto al ginecologo.
Gli episodi contestati si collocano nel periodo compreso tra marzo 2025 e agosto 2026. Il medico, assistito dall’avvocato Ettore Gorini, ha presentato denuncia all’inizio di settembre, riferendo di comportamenti persecutori protrattisi per oltre un anno, fino al giugno precedente. Una situazione che, secondo quanto denunciato dal professionista, gli avrebbe provocato “un perdurante stato d’ansia e di paura” e “un fondato timore per la propria incolumità”. All’accusa di stalking si aggiunge quella di diffamazione, legata a una recensione negativa pubblicata sul web nell’agosto 2026. In quel contenuto, secondo la ricostruzione accusatoria, la donna avrebbe sostenuto che il ginecologo le avesse prescritto analisi e prodotti non per finalità terapeutiche, ma per ricavarne un vantaggio economico personale.
Alla luce degli elementi raccolti, il 29 settembre è stata eseguita nei confronti della 53enne una misura cautelare che prevede il divieto di avvicinamento al medico, accompagnato dall’applicazione del braccialetto elettronico. Successivamente, il pubblico ministero Matteo Soave ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato, portando la vicenda direttamente davanti al Tribunale di Bari. La prima udienza è fissata per il 17 marzo 2027, quando la donna sarà chiamata a rispondere delle contestazioni di atti persecutori e diffamazione. Le accuse dovranno essere accertate nel corso del processo.
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