Se n’è andato a 82 anni un uomo che per decenni ha raccontato la storia attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica: il fotoreporter Luca Turi, vero e proprio simbolo del fotogiornalismo, si è spento lasciando dietro di sé un archivio di immagini diventate patrimonio collettivo.
Sulle pagine della Gazzetta del Mezzogiorno, Turi ha documentato trasformazioni sociali e decenni di cronaca, restituendo all’immaginario collettivo fotografie divenute simbolo del Novecento. Tra queste c’è uno scatto che ha fatto il giro del mondo, il drammatico attracco della Vlora dell’8 agosto 1991 nel porto barese, con le migliaia e migliaia di disperati in arrivo in cerca di fortune: le immagini di Turi hanno documentato uno dei primi straordinari esodi del mondo contemporaneo.
In seguito, Turi ha immortalato le sequenze più inquietanti della guerra nei Balcani, delle rivolte tra civili oltre Adriatico e la stessa «crisi delle banche» che in Albania ha rappresentato la stagione più violenta di fine Millennio. Il suo legame con il Paese delle Aquile è rimasto negli anni fortissimo, tanto che nel 2020 gli è stata concessa la cittadinanza albanese dal presidente Ilir Meta.
Anche negli ultimi anni della sua carriera Turi è tornato nell’est Europa per raccontare altri complessi capitoli di storia internazionale, dalla trasformazione del mondo rurale in grande produttore mondiale di sostanze stupefacenti ai campi profughi-lager disseminati lungo i confini degli Stati, fino al terremoto del novembre 2019 in Albania.
Non mancano, ovviamente, nel suo repertorio le fotografie legate ai più importanti episodi di cronaca del capoluogo pugliese. Tra questi il rogo che nel 1991 distrusse il Teatro Petruzzelli, una delle pagine di storia barese che nessun oblìo potrà rimuovere dalla memoria collettiva: nei suoi scatti figurano non solo le immagini in bianco e nero della sua fondazione, ma anche quella della sua tormentata ricostruzione. La sua agenzia fotografica ha chiuso i battenti nel 2022. Luca Turi lascia due figli, Lorenzo e Annadelia.
Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha espresso il cordoglio della città per la scomparsa dello storico fotoreporter. «Con la scomparsa di Luca Turi – dichiara il sindaco Vito Leccese – la nostra comunità perde un grande fotografo e un testimone autentico della storia recente di Bari e della Puglia. Luca ha sempre dimostrato una straordinaria capacità di comprendere ed evocare gli eventi, consegnandoli alla memoria collettiva con la forza e la nitidezza del suo sguardo. Con la sua inseparabile telecamera, sempre presente là dove la cronaca si faceva storia, ha raccontato le trasformazioni, i drammi e le speranze del nostro territorio. I suoi scatti restano scolpiti nel cuore di tutti noi. Ne sono testimonianza le immagini memorabili dell’arrivo della nave Vlora nel 1991, che hanno immortalato una grande tragedia umana consacrando Bari come città aperta sul Mediterraneo, così come le sue innumerevoli inchieste sul campo, guidate da coraggio, indipendenza e profondo rispetto per la verità. La sua è stata una vita interamente dedicata all’informazione. A nome mio personale, dell’amministrazione comunale e della città di Bari, rivolgo ai suoi familiari e a tutti i colleghi le più sentite condoglianze. Il suo sguardo rimarrà per sempre parte integrante dell’identità e del patrimonio civile della nostra città. Ciao Luca, sei stato l’immagine oltre la parola, l’occhio di Bari sul mondo e la memoria di una comunità che oggi ti saluta con gratitudine».
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