Anche nelle case, negli uffici e nelle scuole, cioè dove passiamo gran parte della giornata, possiamo essere esposti a sostanze inquinanti, con possibili conseguenze sulla salute. È una dimensione spesso sottovalutata, che riguarda direttamente tutti i cittadini ed è stata tra i temi al centro di MTT2026 – Monitoring Technology Tableau, il convegno dedicato all’evoluzione delle tecniche di misura e delle tecnologie per il monitoraggio della qualità dell’aria, che si è svolto nei giorni scorsi alla Fiera del Levante di Bari.
L’appuntamento, ospitato e coorganizzato da Arpa Puglia, ha portato nel capoluogo pugliese esperti, ricercatori, rappresentanti delle Agenzie ambientali, istituzioni, università, laboratori e imprese tecnologiche, chiamati a confrontarsi sulle nuove sfide scientifiche, normative e operative nella prevenzione dell’inquinamento atmosferico. Nato in Austria oltre trent’anni fa, Mtt si svolge regolarmente in Italia dal 2023, con cadenza annuale e con l’organizzazione affidata, a rotazione, a una delle Agenzie regionali per la protezione ambientale. Dopo le precedenti edizioni italiane, quest’anno è toccato ad Arpa Puglia ospitare un’iniziativa di rilievo per l’intero sistema nazionale della protezione ambientale.
La prima giornata è stata moderata dal giornalista Paolo Di Giannantonio. Le sessioni sono entrate nel merito delle sfide poste dalla nuova normativa europea e delle tecnologie necessarie per garantire dati ambientali accurati, confrontabili e scientificamente validati. L’edizione 2026, in particolare, è stata dedicata alle novità introdotte dalla Direttiva europea 2024/2881 sulla qualità dell’aria, che rafforza gli obiettivi di tutela della salute e richiede un adeguamento delle reti di monitoraggio, delle metodologie analitiche e dei sistemi di acquisizione, gestione e diffusione dei dati.
La seconda giornata si è concentrata sulle tecnologie avanzate, sulle applicazioni satellitari e sulle strategie per tradurre le conoscenze scientifiche in strumenti concreti di prevenzione e governo del territorio. A chiudere l’evento, alle 12.30, è stata la tavola rotonda istituzionale «Qualità dell’aria 2030: dai nuovi standard europei alle scelte di governo del territorio per la tutela della salute», promossa dalla Direzione generale di Arpa Puglia e moderata da Domenico Castellaneta, direttore di Telenorba. Il confronto ha messo al centro le responsabilità delle istituzioni e le scelte necessarie per raggiungere gli obiettivi europei, considerando il ruolo della pianificazione urbana, della mobilità e delle politiche ambientali nella riduzione dell’esposizione della popolazione agli inquinanti.
Il programma si è articolato in sessioni plenarie e specialistiche, tavole rotonde e dimostrazioni pratiche, con approfondimenti sulle tecniche di misura del particolato atmosferico, sulle particelle ultrafini, sul black carbon e sull’identificazione delle sorgenti emissive. Spazio anche ai sensori innovativi, alle osservazioni satellitari, alla modellistica e alle applicazioni dell’intelligenza artificiale, strumenti che possono contribuire a migliorare la conoscenza della distribuzione degli inquinanti e a individuare le aree maggiormente esposte. Particolare attenzione è stata riservata al progetto Apemaia, che integra osservazioni satellitari, misure al suolo e modelli per stimare le concentrazioni del particolato atmosferico Pm2.5 e Pm10 a scala urbana, con applicazioni previste per Bari e Taranto. Un approccio che punta a rendere le informazioni ambientali sempre più dettagliate e utili per le amministrazioni chiamate a programmare interventi di tutela della salute.
Tra gli argomenti di particolare interesse è figurata la qualità dell’aria negli ambienti indoor. Nelle abitazioni e negli spazi chiusi possono accumularsi inquinanti provenienti dall’esterno oppure generati dalle attività domestiche, dai materiali utilizzati negli edifici, dai prodotti per la pulizia e dai sistemi di combustione. La ventilazione, il ricambio dell’aria e le caratteristiche degli ambienti possono influenzare l’esposizione quotidiana a queste sostanze, e comprendere come misurarle e valutarne la presenza è quindi fondamentale per individuare le situazioni più critiche e promuovere condizioni ambientali più salubri.
Sul valore del monitoraggio è intervenuto il direttore generale di Arpa Puglia, Vito Bruno: “Controllare la qualità dell’aria non è solo una mera raccolta di dati, ma il contenitore di conoscenza scientifica necessaria per orientare le scelte politiche, ambientali e sanitarie”, ha dichiarato. E ha proseguito: “E riguarda tutti noi, dentro e fuori casa. Spesso pensiamo all’inquinamento come a un problema delle strade e delle industrie, ma anche gli ambienti chiusi in cui trascorriamo gran parte delle nostre giornate possono nascondere rischi per la salute. Con MTT2026, Arpa Puglia porta a Bari un confronto scientifico internazionale sulle nuove tecnologie di monitoraggio e sulle sfide poste dalla normativa europea. Perché misurare meglio significa maggiori informazioni e quindi maggiori decisioni, maggiori informazioni e migliori decisioni. La sfida è trasformare i dati in decisioni concrete, la ricerca in prevenzione e l’innovazione in benessere collettivo. È questa la responsabilità delle istituzioni e l’impegno che Arpa Puglia vuole condividere con la comunità scientifica e i cittadini”.
Il monitoraggio, dunque, non riguarda soltanto gli impianti industriali. La sfida è sviluppare conoscenze e strumenti capaci di restituire un quadro sempre più completo dell’esposizione della popolazione agli inquinanti, anche negli ambienti in cui trascorriamo la maggior parte del nostro tempo.