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Rapina e minaccia con una mannaia alla gola, due arresti ad Altamura

Uno degli indagati avrebbe anche minacciato di morte il titolare e i dipendenti di un minimarket

Pubblicato da: redazione | Mar, 3 Novembre 2026 - 09:13
tribunale avvocati giudice

Avrebbero aggredito tre giovani per strada, sottraendo loro i telefoni cellulari e arrivando a puntare una mannaia alla gola di una delle vittime per costringerla a fornire il codice di sblocco del dispositivo. Successivamente avrebbero preteso denaro per restituire la refurtiva. È uno degli episodi contestati a due cittadini tunisini di 27 e 28 anni, senza fissa dimora, arrestati dai Carabinieri della Compagnia di Altamura con le accuse, a vario titolo e in concorso, di rapina aggravata, estorsione e tentata estorsione.

Nei loro confronti il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, accogliendo la richiesta della Procura, ha disposto la custodia cautelare in carcere. Il provvedimento è stato eseguito dai militari nell’ambito di un’indagine che ha permesso di ricostruire diversi episodi avvenuti ad Altamura nel corso del 2026. Tra i fatti più gravi una rapina che sarebbe stata commessa nella notte tra il 10 e l’11 settembre. Secondo la ricostruzione degli investigatori, i due indagati avrebbero avvicinato e aggredito tre ragazzi, impossessandosi dei loro cellulari. Durante l’azione, uno dei presunti responsabili avrebbe puntato una mannaia alla gola di una vittima, intimandole di comunicare il codice necessario a sbloccare il telefono.

La vicenda non si sarebbe conclusa con la sottrazione dei dispositivi. I due avrebbero infatti avanzato richieste di denaro per la restituzione dei cellulari, secondo un meccanismo riconducibile al cosiddetto “cavallo di ritorno”. Le indagini dei Carabinieri della Stazione di Altamura hanno riguardato anche una serie di episodi avvenuti tra gennaio e aprile ai danni di un minimarket cittadino. In questo caso, uno dei due indagati sarebbe stato protagonista di ripetuti furti all’interno dell’attività commerciale, accompagnati da aggressioni fisiche e minacce di morte nei confronti del titolare e dei dipendenti. Durante uno degli episodi contestati, l’uomo avrebbe inoltre sottratto e distrutto il telefono cellulare di un tecnico, nel tentativo di impedire l’acquisizione delle immagini registrate dall’impianto di videosorveglianza.

Determinanti per le indagini sono state le testimonianze delle vittime, che attraverso le denunce hanno fornito descrizioni dell’aspetto fisico e delle movenze dei presunti aggressori. Gli elementi raccolti sono stati successivamente confrontati con i filmati delle telecamere pubbliche e private presenti nelle zone interessate. L’analisi delle registrazioni ha consentito agli investigatori di ricostruire gli spostamenti dei sospettati e individuare alcuni particolari dell’abbigliamento e delle calzature, contribuendo alla loro identificazione. Sulla base degli elementi raccolti, il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza e il pericolo di reiterazione dei reati, disponendo per entrambi la custodia cautelare in carcere. Dopo l’esecuzione del provvedimento, i due uomini sono stati sottoposti all’interrogatorio di garanzia, al termine del quale la misura cautelare è stata confermata. Entrambi si trovano attualmente nella casa circondariale di Bari. Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari. Le accuse dovranno essere verificate nelle successive fasi giudiziarie, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza degli indagati fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

Foto repertorio

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