Venerdì 6 novembre migliaia di docenti e lavoratori del personale scolastico saranno coinvolti in una mobilitazione regionale promossa dalla UIL Scuola Puglia. Al centro della protesta c’è il ricorso ormai strutturale al precariato nel sostegno scolastico e la richiesta di interventi per garantire la stabilizzazione del personale.
L’iniziativa si svolgerà dalle 11.30 alle 14 attraverso assemblee sindacali in presenza, organizzate su base intercomunale in tutta la regione. A partecipare saranno soprattutto docenti di sostegno, insieme a lavoratrici e lavoratori del personale scolastico. Alle assemblee interverranno Paolo Pizzo, segretario nazionale della UIL Scuola, Gianni Verga, segretario generale della UIL Scuola Puglia, i segretari provinciali e i responsabili territoriali dell’organizzazione.
A spiegare le ragioni della mobilitazione è lo stesso Verga, che richiama i numeri relativi ai posti di sostegno in deroga. In Puglia, in appena due mesi, sono passati da 11.371 a 13.059, con un aumento di 1.688 unità. Un dato che si confronta con un organico di diritto fermo a 10.503 posti e che, secondo il sindacato, evidenzia un divario sempre più ampio tra le esigenze delle scuole e i posti effettivamente stabilizzati.
“Alla base della mobilitazione – spiega Verga – ci sono numeri che descrivono un’emergenza non più occasionale, ma strutturale. In Puglia i posti di sostegno in deroga sono passati, in appena due mesi, da 11.371 a 13.059, con un incremento di 1.688 unità, a fronte di un organico di diritto fermo a 10.503 posti. Un divario che continua ad ampliarsi e che dimostra come il sistema scolastico regionale faccia affidamento su migliaia di posti formalmente temporanei per rispondere a esigenze educative che si ripresentano ogni anno. Non siamo più di fronte a un’emergenza imprevedibile, ma a un modello organizzativo che continua a considerare temporaneo un fabbisogno ormai permanente”.
La questione, secondo la UIL Scuola Puglia, riguarda non soltanto la condizione lavorativa dei docenti, ma anche la continuità didattica degli alunni con disabilità. Il ricorso a incarichi precari rischia infatti di compromettere la possibilità di avere lo stesso insegnante durante il percorso scolastico, con conseguenze anche sul piano educativo e dell’inclusione.
“Siamo di fronte a un processo di legittimazione della precarietà, che si scarica sui lavoratori, sulle scuole e soprattutto sugli alunni con disabilità, ai quali non viene garantita quella continuità didattica che rappresenta una condizione fondamentale per il loro percorso educativo e di inclusione. Per questo – continua Verga – con il sostegno di tante lavoratrici e tanti lavoratori, chiediamo un piano straordinario e progressivo di consolidamento nell’organico di diritto dei posti in deroga che rispondono a esigenze effettive e ricorrenti, accompagnato da concrete possibilità di stabilizzazione del personale”.
La richiesta del sindacato è dunque quella di trasformare progressivamente i posti in deroga che rispondono a necessità ricorrenti in posti dell’organico di diritto, affiancando a questo percorso concrete possibilità di stabilizzazione per il personale. Una richiesta che, sottolinea Verga, nasce anche dalla crescita registrata negli ultimi anni: nell’ultimo triennio i posti in deroga sono passati da 9.814 a 13.059, con un incremento di 3.245 unità.
“Non è accettabile – conclude il segretario generale della Uil Scuola Puglia – che ogni anno si riparta dalle stesse incertezze, con migliaia di docenti costretti a vivere nell’instabilità e famiglie che non sanno se i propri figli potranno contare sullo stesso insegnante. La continuità didattica non può restare uno slogan né diventare uno slogan da campagna elettorale. Servono scelte politiche, programmazione e investimenti capaci di dare risposte durature. La mobilitazione del 6 novembre, considerato che nell’ultimo triennio si è passati da 9.814 a 13.059 posti in deroga con un incremento di 3.245 unità in soli tre anni, vuole dunque trasformare la denuncia in una proposta concreta, attraverso una piattaforma di rivendicazione così riportando al centro del confronto istituzionale il diritto alla stabilità lavorativa dei docenti e quello degli studenti con disabilità a un percorso scolastico realmente inclusivo. Il Ministero affronti finalmente il problema con interventi strutturali. La scuola non può continuare a garantire un diritto fondamentale attraverso il ricorso sistematico alla precarietà”.