Una bambina di nove anni esclusa dal servizio di mensa scolastica a causa di un presunto debito pregresso di appena 12 euro, per di più mai contestato prima alla famiglia. È il caso sollevato dal padre dell’alunna che, attraverso l’avvocato Fabrizio Del Vecchio, ha inviato oggi una formale diffida al Comune di Taranto richiedendo l’immediata riammissione della minore al servizio e riservandosi di ricorrere alle vie legali.
La vicenda si è consumata il 2 novembre scorso all’interno di un istituto comprensivo della città ionica, dove la piccola frequenta le lezioni con orario continuato dalle 8 alle 16. Quel giorno il genitore è stato costretto a prelevare anticipatamente la figlia da scuola, dopo che la stessa direzione scolastica aveva segnalato il mancato arrivo del pasto. Il blocco dell’erogazione era scattato in seguito a una comunicazione degli uffici comunali, legata a una presunta morosità risalente all’anno scolastico precedente. Una cifra irrisoria che, secondo quanto riportato nella diffida, non era mai stata notificata alla famiglia, la quale avrebbe provveduto al saldo immediato se solo fosse stata informata.
Nel documento inviato a Palazzo di Città, il legale rimarca la natura stessa del servizio, evidenziandone il valore pedagogico e sociale: “La mensa scolastica, in particolare nelle scuole a tempo pieno, non è un servizio pubblico a domanda individuale meramente accessorio, bensì un momento essenziale e integrante del percorso formativo, didattico e del diritto all’istruzione costituzionalmente garantito”. Secondo l’avvocato Del Vecchio, l’interruzione del pasto espone la minore a “una traumatica ed inaccettabile discriminazione ed emarginazione davanti ai propri compagni di classe”.
L’atto di diffida intima all’amministrazione comunale di ripristinare il servizio mensa entro 24 ore dalla ricezione. Il legale fa sapere che non si contesta la facoltà dell’ente pubblico di riscuotere le somme dovute, ma le modalità sanzionatorie: “Pur restando fermo il legittimo diritto del Comune di avviare le ordinarie procedure di recupero crediti nei confronti dei genitori, è totalmente illegittimo rivalersi sul minore sospendendo l’erogazione del pasto”. Se il Comune non dovesse rispondere nei tempi stabiliti, verrà avviato il ricorso presso le sedi giudiziarie competenti, richiedendo anche il risarcimento dei danni per la minore.