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Degrado in corso Italia, il consigliere municipale affonda: “La dignità delle persone fragili va rispettata, ma anche quella dei residenti”

Nuove segnalazioni di Luca Bratta documentano rifiuti sparsi, danneggiamenti e disagi nel quartiere barese

Pubblicato da: redazione | Ven, 6 Novembre 2026 - 09:12
corso Italia bratta

Un uomo senza fissa dimora che rovista nei cassonetti, svuota i sacchi dell’immondizia direttamente sul marciapiede e lancia oggetti all’indirizzo delle auto in sosta o in transito. È la scena, documentata via social, che riaccende i riflettori sulle condizioni di corso Italia. A farsi portavoce dell’esasperazione del quartiere è il consigliere municipale Luca Bratta, che punta il dito contro quello che definisce un approccio fallimentare e “buonista” durato vent’anni, basato sull’idea di abituare i residenti alla convivenza con il degrado in nome della solidarietà.

“La solidarietà non può diventare una giustificazione per l’abbandono di un intero quartiere”, attacca Bratta, sottolineando come la collaborazione tra cittadini e persone fragili e soluzioni temporanee come i “tappetini igienici” non abbiano risolto il problema alla radice. Al contrario, residenti e commercianti lamentano un progressivo peggioramento delle condizioni igieniche e di sicurezza della zona, costretti a subire una situazione quotidiana di sporcizia e abbandono sotto le proprie case e attività.

Il consigliere contesta apertamente un approccio che dura ormai da due decenni senza aver mai portato a risultati concreti per la zona: “Dopo vent’anni di questo approccio, quali risultati concreti sono stati raggiunti? Perché una cosa è certa: in tutti questi anni non abbiamo assistito a una soluzione strutturale del problema”. Al contrario, residenti e commercianti continuano a documentare un progressivo peggioramento delle condizioni dell’area. “Provate a ritrovarvi questo degrado sotto casa, davanti alla vostra attività, lungo il marciapiede che percorrete ogni giorno. Non per un giorno, non per una settimana, ma per anni. Per vent’anni. Poi chiediamoci se tutto questo sia davvero normale”.

Bratta mette in chiaro che la tutela delle fasce deboli non può cancellare i diritti di chi abita nel quartiere: “Nessuno mette in discussione la dignità delle persone, né il dovere delle istituzioni di garantire assistenza a chi vive in condizioni di fragilità. Ma l’assistenza sociale non può significare lasciare i residenti senza risposte”. Una situazione aggravata da una storia complessa, segnata negli anni da “gravi episodi di violenza, omicidi, risse, episodi di nudismo, situazioni di spaccio e segnalazioni di tentate aggressioni e molestie”.

I cittadini della zona, conclude il consigliere, non chiedono privilegi ma solo la normalità di poter vivere e camminare sotto casa senza insicurezza. “”Non si risolve tutto mettendo dei tappetini. Non si risolve tutto parlando di collaborazione. Non si risolve tutto voltandosi dall’altra parte. Servono interventi di pulizia e sanificazione, controlli costanti delle Forze dell’Ordine, un presidio del territorio e soprattutto una strategia seria che affronti anche il problema sociale e abitativo. La dignità delle persone va rispettata. Ma anche quella dei residenti”.

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