Un benvenuto caloroso ad Andrea Torelli, il fotografo cool e poliedrico di MasterChef, da poco eliminato, che mi ha concesso questa occasione per ciarlare in libertà.

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Innanzitutto, caro Andrea, togliamoci il dente: come è il ritorno alla vita di tutti i giorni? Scommetterei ad occhi chiusi che poi, vita di tutti i giorni, non sarà. Uno come te, con le tue abilità ed il tuo carisma spacca il video e sicuramente qualcuno l’avrà notato.

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\r\nCiao belli!!! La vita di tutti i giorni è stravolta… sto organizzando eventi e collaborazioni inerenti alla cucina, e quando posso rispondo a tutti i numerosi amici che mi scrivono con grande affetto nei social network

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Presentati in poche parole ai nostri lettori. l’Andrea extra MasterChef.

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L’Andrea extra MasterChef è come mi si è visto…tranquillo, concentrato e vagabondo

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La foto, l’arte, antidoti quotidiani per strappare l’immortalità dallo scorrere del tempo lui, sì, infinito. La tua idea di arte, la tua ”visione”.\r\n

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L’arte in ogni sua forma è l’espressione creativa e fittizia di quel preciso istante, che rimane nel tempo

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Quanto per te, in uno scatto, su una tavolozza o dentro un piatto contano i colori e quanto è importante saperli miscelare con gli altri sensi, andando a formare un cocktail surreale ultrasensoriale.\r\nIn un piatto i colori e la vista in generale sono le prime cose che arriviamo, poi vengono profumi e infine sapori.

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Fingi di dover ”spiegare‘’ la cucina a chi non ne ha mai sentito parlare. Fingi di scrivere in un messaggio, da mettere in una bottiglia e poi lanciare nello spazio aperto, cosa è per te il ”cucinare”, in una sola frase. Dopo millenni sballottolato dalla risacca cosmica, un alieno intercetta finalmente la tua bottiglia, la apre, legge il messaggio. Che c’è scritto?

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Ahahah bella scena! Cucinare deve essere per chi cucina e per chi assaggia un momento di divertimento e libertà.

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Oltre che fotografo e aspirante cuoco, di te sappiamo che sei anche un grande viaggiatore, un esploratore, un pioniere. ne ”il tè nel deserto” si dice che il turista è quello che già conosce la data di ritorno del suo viaggio. Il viaggiatore no. Parlaci di questa tua passione. \r\nDici bene…infatti io quando viaggio ho biglietto di sola andata. Preferisco vedere meno posti ma viverli a lungo, per capirli. Oppure al contrario è capitato che per lavoro stessi in un posto solo 1-2 giorni e allora cerco di fare un super concentrato, ma molto superficiale.

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Il clima allo sbando, cambiamenti climatici in atto e forse irreversibili ad opera soprattutto dell’uomo. Come ti poni in merito? \r\nIo cerco di dare il mio contributo in merito, come dovrebbero fare tutti. Mi adeguo al clima non usando aria condizionata se è caldo e usando la copertina se è freddo. Sto attento ai rifiuti e quando posso vado a piedi.

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“Nunc vino pellite curas” scriveva Orazio, Ora curate col vino gli affanni. Quanto c’è di magico nel vino, quanto è elisir, pozione, sortilegio e quanto è semplice bevanda? Il vino spiritoso, il vino che ristora soprattutto l’animo, il vino che diffonde gioia. Il dio Dioniso, in uno stornello del libro ”canti di terra e di mare” sembra quasi contento quando scopre che il cielo viene ereditato da suo fratello Zeus mentre il mare da Poseidone. Per lui, infatti, resta ‘’soltanto’’ la gestione del più semplice e meno gravoso mondo del vino. Tu credi nel calice di vino come collante tra persone, come pretesto per il convivium? \r\nMi piace molto bere vino, o tra amici dove posso anche esagerare, ma soprattutto come compagno dei pasti, quindi un paio di calici e ben degustati sono sufficienti. È bellissimo bere in gruppo e alzare i calici ad ogni stupida occasione!

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Il cibo italiano: conosciamo tutti i numeri straordinari del settore ma cosa si può fare e dove si dovrebbe intervenire secondo te per valorizzarlo ancor di più. Quanto devono andare a braccetto tradizione e innovazione-contaminazione?

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Non è mia competenza, però credo che le due cose possano e debbano andare a braccetto. La tradizione va mantenuta, chi ha voglia di assaggiarla deve avere la possibilità di farlo sempre e della massima qualità. Come chi cucina deve conoscere la storia e la tradizione. Allo stesso tempo è giusto sperimentare e contaminare, gli ingredienti e le tecniche nel mondo sono così tante che non possiamo limitarci. Ma sempre partendo dalla propria tradizione…

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Il tuo rapporto coi giudici di MasterChef. Cannavacciuolo, se non sbaglio il tuo preferito tra i quattro, spesso ti ripeteva di sporcarti le mani. Tu dimostrasti subito, pulendo il pesce con l’abilità di un samurai nipponico, che sei in grado di farlo. La mia domanda è: quanto il look può sviare, quanto può essere un vantaggio ma a volte un deterrente in cucina. \r\nIl rapporto è stato buono con tutti, con Cannavacciuolo in modo particolare. Le mani me le sporco sempre in cucina (anche quando mangio…abolirei le posate!!) ma allo stesso tempo sono pulito e ordinato. Credo che lui abbia apprezzato molto questa cosa, anche nel suo libro ne da molta importanza. Forse all’inizio pensavano fossi lì a fare il fighetto e basta, ma in realtà la cucina è sempre stata al primo posto.

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Un aggettivo per ogni giudice di MasterChef \r\nCannavacciuolo: empatico. Cracco: dubbioso. Barbieri: puntiglioso. Bastianich: curioso

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Ora piccolo giochino: abbina le foto di tuoi tre piatti ‘’prescelti’’ a 3 opere d’arte fotografica, pittorica o cinematografica che sia. \r\nIl piatto in bianconero lo abbino ad una fotografia di Berengo Gardin. Il chutney trippa ad una foto di David La Chapelle. Il risotto dell’hangar ad una scultura di nudo stupenda e molto comunicativa: il Ratto di Proserpina, del Bernini.

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Da essere una pentola a pressione svitata, ribollente estro ed ispirazione, attraverso le puntate sei diventato un filo più sobrio, controllato. Ti definiresti un po’ più concreto? \r\nSi dopo un periodo di assestamento ero sempre più a mio agio e concreto nella masterclass, sono convinto che sarei potuto andare molto più avanti.

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L’ultima e salutiamo i nostri lettori pugliesi. Da amante del pesce e dello street food apprezzerai tantissimo la nostra cucina che può declinarsi dalle spiagge del Salento, alle montagne, dalle scogliere, alle gravine brulle, dalle valli profumate d’ulivo e salsedine, al tavoliere dove s’agita il mare d’oro del grano. Quali scorci pugliesi vorresti immortalare e quali piatti assaggiare o – se non l’hai ancora fatto- ”andare a scoprire”? credo che le nostre lettrici sarebbero ben liete di farti da guida, vecchio marpione!

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La Puglia è bellissima e una terra ricca di eccellenza in quanto materie prime. Sono folgorato dai faraglioni leccesi, e innamorato dei turcinieddhi! Vorrei poter assaggiare più pesce crudo! Il Salento lo conosco bene…chi mi porta a visitare il resto? La Puglia è enorme!!! Un abbraccione a tutti!!\r\n

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