Cabtutela.it
acipocket.it

BARI – Le statistiche e i numeri non gli interessano, anche quando sono positivi, e lo dice chiaramente il questore Antonio De Iesu. Però, c’è una discrasia evidente che non può passare inosservata: le cifre dicono che, nell’ultimo anno, i reati commessi a Bari sono diminuiti, eppure i baresi – come si evince anche dalle interviste realizzate da Borderline24 – non si sentono sicuri nella propria città. Hanno paura, continuano ad avere timore di essere scippati per strada, di essere derubati in casa, di ritrovarsi senza alcuna colpa coinvolti in una sparatoria. “Le statistiche non mi entusiasmano – dice il questore – se i baresi vivono una percezione di insicurezza noi dobbiamo lavorare per migliorare la situazione. Ai numeri io preferisco i fatti, come gli arresti fatti dalla squadra mobile nei confronti di alcuni appartenenti al clan Diomede”. Ma diamo uno sguardo a questi numeri: in un anno, dal 2014 al 2015, i reati compiuti nel capoluogo pugliese sono in calo e, per la precisione, sono passati da 25.475 nel 2014 a 23.197 nel 2015 (- 8,94 per cento). I furti (con strappo e destrezza, in abitazione e negli esercizi commerciali) hanno subito un decremento: – 9,10 per cento, passando da 14.175 a 12.885. Ad aumentare, però, sono le rapine ai danni dei negozianti (+24,32 per cento), e quelle agli uffici postali (addirittura +66,67 per cento in un anno). In lieve crescita anche le estorsioni (+ 4,19 per cento). Complessivamente, invece,  L’analisi del fenomeno criminale – secondo i rappresentanti delle forze dell’ordine – ha appurato che “nel territorio non esiste una criminalità in grado di permeare il tessuto economico della società”.


© RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE RISERVATA - Borderline24 Il giornale - Ti invitiamo a usare i bottoni di condivisione e a non copiare l'articolo.

ConfagricolturaBari
CattolicaBari

LASCIA UN COMMENTO:

Scrivi il tuo commento
Il tuo nome qui