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BARI – La Procura ha chiesto il processo immediato per il 45enne iracheno Majid Muhamad, presunto terrorista arrestato il 7 dicembre scorso dalla Digos con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’uomo, da qualche giorno, è stato trasferito nel carcere di massima sicurezza di Rossano, in provincia di Cosenza, dove sono detenuti quasi tutti i terroristi reclusi in Italia. A chiedere il giudizio è stato il pm della Dda Roberto Rossi: secondo gli accertamenti svolti dalla polizia, il 45enne avrebbe fornito documenti falsi e appoggio logistico a una decina di cittadini provenienti da Pakistan, Egitto, Iran, Marocco e Turchia. Dalle intercettazioni, però, sarebbero emersi anche sospetti contatti con sue vecchie conoscenze, soprattutto suoi connazionali, che avrebbero fatto parte di una cellula terroristica con base a Parma. Muhamad è stato già condannato per terrorismo e ha scontato 10 anni di carcere, ma l’ipotesi della Dda è che stesse provando a ricomporre il gruppo terroristico di matrice islamica, aiutando l’ingresso in Europa di foreign fighters. Il processo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina inizierà ad aprile, ma resta ancora aperta l’indagine a suo carico per terrorismo internazionale, nell’ambito della quale l’uomo è già stato interrogato due volte in carcere.


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