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BARI – Da 30 anni all’ergastolo. Per il presunto assassino di Caterina Susca, la donna uccisa l’11 novembre 2013 in un tentativo di rapina nella sua abitazione di Torre a Mare, in secondo grado c’è stato un aumento di pena: l’imputato Donald Nwajiobi, 22 anni, era accusato di omicidio volontario, violenza sessuale, furto aggravato e false attestazioni sulla propria identità rese all’autorità giudiziaria. L’inchiesta fu coordinata dal pm Manfredi Dini Ciacci e svolta dagli investigatori della squadra mobile diretta da Luigi Rinella. Secondo gli inquirenti, il giovane sarebbe entrato nella villetta della vittima saltando il cancello e sorprendendola al suo rientro, dopo aver aspettato a lungo il momento più favorevole nascosto in giardino. La vittima era rincasata dopo aver fatto la spesa e fu aggredita sull’uscio di casa mentre portava le buste all’interno della villa.  Sempre secondo gli inquirenti, il ragazzo era armato di un paio di forbici con le quali poi colpì Caterina Susca alla base del collo diverse volte. La donna subi’ anche una violenza sessuale prima di essere uccisa. Il ragazzo fuggì portando via pochi euro e il cellulare della vittima. Grazie a quel telefono fu rintracciato dalla polizia pochi giorni dopo. La sentenza è stata pronunciata al termine di un processo svolto con il rito abbreviato.

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