BARI – Scarsa sicurezza, poco spazio per le attrezzature, difficoltà di parcheggiare. I rappresentanti sindacali dei dipendenti del Cnr hanno inviato ieri una nota al sindaco Antonio Decaro, evidenziando le criticità del progetto di trasferimento del centro di ricerca all’interno dell’ex Manifattura Tabacchi. Progetto che prevede, con un investimento di 33 milioni di euro, la riapertura  il 31 ottobre 2018, dopo 15 anni, del palazzo dell’ex Manifattura Tabacchi nel cuore del quartiere Libertà di Bari. All’interno ci saranno i  sei istituti del Cnr con 650 dipendenti.

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Otto i punti sui quali i ricercatori chiedono maggiore chiarezza. A cominciare dall’estensione dell’area che ospiterà il Cnr. “Si tratta di soli 22.000 metri quadrati di laboratori e uffici  per oltre 650 unità di personale strutturato e non, senza area di parcheggio – si legge nella nota –  il polo di Lecce inaugurato nel 2015 mette a disposizione 12mila metri quadrati per 200 unità di personale”. I ricercatori chiedono se saranno previste le serre per svolgere al meglio attività di ricerca e sperimentazione sulle piante, le camere di conservazione (Gene Bank), le camere fredde per laboratori, le camere di crescita per esperimenti.

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Altro problema è quello del parcheggio. “L’attuale sede dell’area – prosegue la nota –  ospita solo due istituti, praticamente la metà dei dipendenti, ma con la possibilità di avere l’area a parcheggio esterna e con l’autosilo in convenzione, pertanto in questo caso che soluzione urbanistica si prevede? È  stato previsto un potenziamento dei collegamenti con mezzi pubblici, l’istituzione di una pista ciclabile, visto che attualmente l’ex Manifattura Tabacchi è decentrata rispetto alla stazione, al bus navetta aeroporto, al campus universitario per studenti/tesisti, dottorandi?”.

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Altra questione è quella dell’igiene urbana. “Considerato che all’interno del complesso della ex Manifattura dei Tabacchi insiste un mercato ortofrutticolo giornaliero, è stata considerata come prioritaria la sicurezza igienica del complesso? Inoltre, sono stati considerati sistemi di insonorizzazione tali da poter garantire la sicurezza ambientale acustica e le condizioni ideali per poter svolgere attività di ricerca?”.

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Infine i ricercatori chiedono se nel progetto siano stati inseriti gli spazi comuni come le biblioteche, le mense, le sale convegni, ma soprattutto se si è pensato a garantire la sicurezza delle persone e delle attrezzature con un sistema di videosorveglianza e vigilanza, “vista la collocazione poco sicura del quartiere”, aggiungono.\r\n”Con lo spirito di collaborazione – concludono – evidenziamo però che, un progetto di rigenerazione urbana vada condiviso e discusso, non solo in conferenza stampa e con qualche direttore e responsabile delle sedi operative, ma con i cittadini baresi ed in particolare con i dipendenti Cnr di Bari, che lì dovranno trasferirsi”.

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