BARI – Dalla Colonna infame (deturpata ancora una volta dalle scritte dei vandali) al museo civico al Fortino di Sant’Antonio. Il Comune apre le donazioni a sostegno della cultura da parte di imprenditori, associazioni, aziende o privati cittadini. Lo prevede la legge Art Bonus alla quale l’amministrazione ha deciso di aderire.

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L’elenco dei beni da restaurare grazie a fondi dei futuri mecenati

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Sono quindi stati individuati i beni sui quali si possono effettuare dei versamenti, a partire da un minimo di 20 euro. In elenco c’è la manutenzione e il restauro del piano terra e del primo piano del Fortino di Sant’Antonio (al costo rispettivamente di 45 mila e 75mila euro), la pulizia e la valorizzazione della Colonna Infame al costo di 15mila euro, il restauro conservativo della chiesa di Santa Maria del Buon Consiglio al costo di 20mila euro, la valorizzazione e il restauro delle 300 edicole votive del centro storico (al costo di 6mila euro l’una o di 180mila euro complessivamente). Ed ancora, le collezioni artistiche in legno conservate nel museo civico (25mila euro), le opere e i disegni su carta (come i bozzetti originali delle carte da gioco che la fabbrica Murari stampava a Bari a fine Ottocento, al costo di 30mila euro), le fotografie della Grande Guerra (20mila euro) tutte custodite dal Museo civico ed infine 80mila euro per la realizzazione dell’ascensore interno di casa Piccinni.

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L’elenco potrà essere aggiornato a seconda delle necessità del territorio, infatti l’assessore alle Culture Silvio Maselli ha inviato una nota a tutti i municipi chiedendo loro di indicare i monumenti sui quali si potrebbe intervenire con questo sistema.\r\n“La progressiva riduzione dei trasferimenti a disposizione degli enti locali – commenta l’assessore alle Culture, Silvio Maselli – rende sempre più difficile garantire interventi sistematici di manutenzione, restauro e gestione, che richiedono al contrario significative disponibilità economiche. In questo contesto una delle risorse più efficaci da promuovere e sostenere è certamente la partecipazione dei cittadini che percepiscono il patrimonio culturale come bene comune e strumento strategico per la costruzione dell’identità locale e per il riconoscimento di valori collettivi”.

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I mecenati potranno anche richiedere l’indicazione della loro donazione sul bene restaurato.

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Cosa prevede nel dettaglio Art Bonus

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La legge di Stabilità 2016 ha introdotto un regime fiscale agevolato a tempo indeterminato nella misura del 65 per cento in favore delle persone fisiche e giuridiche che effettuano erogazioni liberali in denaro per interventi a favore della cultura e dello spettacolo.

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Fruire del credito d’imposta è semplice: basta che il mecenate conservi copia del documento che certifica l’erogazione in denaro con la causale di versamento che identifica oggetto ed ente beneficiario. Qualora il cumulo delle erogazioni per ogni singolo intervento o progetto individuato non risulti sufficiente a coprire le spese preventivate, o al contrario risulti in eccesso, l’amministrazione comunale si riserva la facoltà di utilizzare i fondi per gli interventi che, all’interno dello stesso ambito, vengono considerati prioritari o strategici, dando in ogni caso piena pubblicità alle scelte effettuate.

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