Si rafforza la collaborazione accademica tra Bari e la Cina. L’Università degli Studi di Bari Aldo Moro ha presentato il programma di cooperazione educativa con la Chengdu Normal University (Cdnu), ateneo con sede nella provincia cinese del Sichuan, che porterà alla nascita del Bari International College of Chengdu Normal University. Il nuovo polo universitario internazionale avrà una capacità complessiva di 1.200 studenti e offrirà corsi di laurea triennale in Matematica, Chimica e Fisica. Gli iscritti potranno conseguire un doppio titolo accademico, rilasciato sia dall’università cinese sia dall’Università di Bari.
L’iniziativa è stata presentata nel corso di un incontro tenutosi nel capoluogo pugliese, durante il quale il rettore dell’Università di Bari, Roberto Bellotti, ha ricevuto il vice rettore della Chengdu Normal University, Ren Ligang. Secondo quanto comunicato dall’ateneo barese, il progetto rappresenta un ulteriore passo nel percorso di internazionalizzazione dell’università e punta a favorire nuove opportunità di formazione, ricerca e scambio culturale tra studenti e docenti delle due istituzioni.
“La nascita del Bari International College presso la Chengdu Normal University testimonia la qualità della nostra offerta formativa e la capacità dell’Università di Bari di costruire collaborazioni accademiche di alto profilo a livello internazionale”, ha dichiarato il rettore Roberto Bellotti. “Questo progetto apre nuove opportunità di crescita, formazione e scambio per studenti e docenti di entrambe le istituzioni”.
Soddisfazione è stata espressa anche dal vice rettore Ren Ligang, che ha definito l’Italia “un partner fondamentale” per il percorso di internazionalizzazione dell’università cinese. “L’Università di Bari è un’eccellenza nella matematica, nella chimica e nella fisica, ambiti molto importanti anche per la nostra università. Desideriamo ampliare questa cooperazione ad altri settori della ricerca e della didattica, coinvolgendo studenti, docenti e dottorandi”. Alla costruzione del partenariato hanno contribuito anche i dipartimenti di Chimica, Fisica e Matematica dell’Università di Bari, coinvolti nelle attività scientifiche e accademiche che hanno portato alla definizione dell’accordo.