Il boss Savino Parisi rompe il silenzio e difende il figlio: “E’ fuori dagli affari della famiglia”

A sorpresa il capo clan di Japigia decide di sottoporsi all'interrogatorio di garanzia: "Tommaso è pulito", dice. Anche il cantante risponde alle domande del giudice: "Ho scelto la strada più difficile, quella della musica. Sono innocente"

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BARI – “Mio figlio Tommy non c’entra nulla con i miei affari”. Il boss di Bari, Savino Parisi, a sorpresa ha deciso di rispondere alle domande del giudice durante l’interrogatorio di garanzia che si è svolto stamattina in carcere. Ha parlato pensando, innanzitutto, a difendere il figlio, Tommaso Parisi, 33 anni, cantante neo melodico. “Tommy l’ho tenuto sempre fuori dalla gestione degli affari miei e della mia famiglia, non è mai stato coinvolto”, ha ripetuto al giudice. Il capo clan di Japigia ha poi giustificato anche la sua condotta: “Dal 1996 ad oggi ho trascorso la maggior parte del mio tempo in carcere – ha detto – come potevo continuare a dare ordini? Nei brevi periodi di libertà non mi è stato mai contestato nulla dalle forze dell’ordine e dalla stessa magistratura”. Anche Tommy Parisi, in carcere da 24 ore dopo due giorni di latitanza, ha accettato di rispondere durante l’interrogatorio di garanzia. “Per me – ha spiegato al gip Alessandra Piliego – sarebbe stato più facile fare il delinquente, invece ho scelto la strada più difficile, stare fuori dagli affari della mia famiglia e dedicarmi allo spettacolo, all’arte della musica”. I due Parisi sono stati arrestati nell’ambito dell’indagine della squadra mobile di Bari, coordinata dal pm della Dda Patrizia Rautiis, che martedì scorso ha portato all’arresto di 25 persone (due ancora ricercate). Le accuse, a vario titolo, sono di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione ai cantieri edili aggravata dal metodo mafioso, detenzione e porto di armi, lesioni personali, violazione di domicilio, invasione di terreni ed edifici, furto, illecita concorrenza con minaccia e violenza in concorso ed aggravata dal metodo mafioso, favoreggiamento, minaccia.Il figlio del boss ha raccontato al giudice della sua vita da artista e cantante neomelodico, “lontano – ha detto – dagli affari di mio padre e della famiglia. “Mio padre – ha ammesso – al quale sono profondamente legato mi ha sempre voluto fuori da tutto. Faccio l’artista, il cantante, e non mi sono mai interessato di altro, ma vivo a Bari, a Japigia, e alla mia famiglia voglio bene. Savino Parisi è mio padre. Punto”. Al termine dell’interrogatorio di garanzia a Tommy è già stato concesso di lasciare l’isolamento.


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