Villa Capriati, giardino e cascina “occupati”. Studenti e precari raccontano il loro progetto

L'edificio è situato in via Amendola. La Città metropolitana chiede lo sgombero, poi raggiunge un'intesa con il collettivo

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BARI – Riaperti i cancelli del giardino e della cascina di Villa Capriati, l’edificio di via Amendola abbandonato e di recente oggetto di una transazione tra Comune e Città metropolitana. Questa mattina un gruppo di ragazzi ha dato inizio al progetto Bread &roses. “Questa mattina – scrivono in una nota – abbiamo aperto il cancello di uno spazio abbandonato e da lungo tempo in disuso come tanti nella nostra città. La nostra volontà è quella di far rivivere il giardino di villa Capriati insieme alla sua cascina adiacente per avviare un percorso di autorecupero di un bene comune, come atto di bellezza da restituire alla città. Siamo precari e precarie, studenti e studentesse, soggetti lgbtq e semplici cittadine/i con la voglia di attivare uno spazio di mutuo soccorso che ci sottragga alla marginalità e ci faccia sentire protagonisti della nostra vita e non più fantasmi in una società sempre più minacciosa ed invivibile”. Il progetto è nato durante la campagna RifacciamoLa. “Un momento – spiegano- che ci ha impegnate ed impegnati in diversi incontri seminariali nell’Università di Bari e successivamente in un’assemblea pubblica tra singoli e singole, associazioni, collettivi ed organizzazioni politiche cittadine, dove è emersa l’urgenza di riappropriarsi di spazi in città che potessero dare voce ai nostri bisogni e concretezza alle nostre necessità quotidiane. Uno spazio dover poter costruire un laboratorio politico e sociale eterogeneo e conflittuale ed allo stesso tempo rispondere ai bisogni immanenti delle soggettività più emarginate, aperto all’incontro di esperienze di cooperazione, di rivendicazione e di lotta per i propri diritti”. Ed infine concludono. “Bread&Roses è un sogno, la riappropriazione di uno spazio comune come mezzo necessario per costruire embrioni di una società realmente democratica ed orizzontale, dove si possa essere attori partecipi dei processi decisionali, attraverso la condivisione e l’autoregolamentazione collettiva”.

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Questa mattina è intervenuta sul posto una pattuglia della polizia provinciale per verificare quanto stesse accadendo. In un primo momento la Città metropolitana aveva dato l’ordine di sgomberare, ma dopo un incontro con il collettivo, le istituzioni hanno deciso, per il momento, di lasciare continuare. A patto però che i componenti del collettivo restino nel giardino e nella cascina e non entrino nella villa vera e propria dove c’è un problema di sicurezza.  I ragazzi, che non vogliono sentire parlare di occupazione ma di un progetto di mutuo soccorso e di rivalutazione di uno spazio abbandonato, hanno proseguito con il percorso di riapertura del giardino e della cascina. “La riqualificazione  – spiegano ancora – ci permetterà di portare avanti quei progetti di mutuo soccorso che in questi mesi abbiamo promosso in città grazie a Rifacciamola, campagna che ha coinvolto realtà come Convochiamoci per Bari ed OrtoCircuito che vogliamo ringraziare per il supporto che ci hanno dato in queste ore convulse”.

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Striscione fuori da Villa Capriati

Bif&st 2019 Bari
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