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BARI – Colpo di scena al processo per il triplice omicidio avvenuto nel maggio del 2013 nel rione San Paolo, agguato mafioso che costò la vita anche a Vitantonio Fiore, figlio del boss Giuseppe Fiore. “Sono stato io a sparare”, sono state le parole pronunciate da uno degli imputati, Antonio Moretti: l’uomo, con dichiarazioni spontanee, ha deciso di confessare. Ha ammesso di aver fatto parte del commando che uccise a colpi di kalashnikov Vitantonio Fiore, Antonio Romito e Claudio Fanelli. Moretti è l’unico degli imputati per quella vicenda ad aver scelto di essere processato con rito ordinario. In abbreviato è già stato condannato in primo grado all’ergastolo, con esclusione dell’aggravante mafiosa, il pregiudicato Nicola Fumai, mentre sono stati assolti gli altri tre pregiudicati che secondo l’accusa presero parte al gruppo di fuoco, Vito De Tullio, Vito e Luigi Milloni. Oggi nell’aula della Corte di Assise di Bari Moretti ha reso dichiarazioni spontanee confessando il delitto. “Mi assumo la responsabilità penale di tutte le accuse che mi vengono contestate” ha detto leggendo una breve dichiarazione scritta, poi consegnata ai giudici. Moretti, adesso, sarà interrogato dalla Dda e la sua testimonianza potrebbe svelare la verità su quel terribile agguato. Nel processo sono costituite parti civili il Comune di Bari e i familiari di Fanelli, una delle vittime del triplice omicidio. Si tornerà in aula il prossimo 30 giugno.


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