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Un nuovo pentito rivela: “Ecco chi uccise per errore Giuseppe Mizzi”

Pubblicato da: Vincenzo Damiani | Mer, 22 Marzo 2023 - 09:08
Omicidio Mizzi

BARI – La storia giudiziaria dell’omicidio dell’innocente Giuseppe Mizzi, il 39enne incensurato ucciso per uno scambio di persona nella piazza centrale di Carbonara il 16 marzo del 2011, potrebbe cambiare. Un nuovo collaboratore di giustizia, Paolo Masciopinto, del clan Di Cosola ha fornito una ricostruzione diversa ai carabinieri e al pm della Dda Carmelo Rizzo, di quel brutale agguato rispetto a quanto emerso sino ad oggi. Ricordiamo che per l’omicidio sono stati condannato in secondo grado Emanuele Fiorentino (20 anni di carcere) ed Edoardo Bove (13 anni e 4 mesi). Masciopinto, però, nel fornire la propria versione, fa altri due nomi dei presunti killer. Va detto che il pentito riferisce cose sapute dai suoi familiari e da altri pregiudicati della cosca, sulle sue parole adesso sono state avviate le indagini della Dda per capire se sono attendibili o meno. La Procura nutre forti dubbi sulle sue dichiarazioni, le difese dei due imputati invece si preparano ad usarle per scagionare i loro assistiti. Fatto sta che Masciopinto sostiene che Mizzi fu ucciso per errore perché scambiato per un “traditore”, un affiliato al clan che faceva da spia, andando a riferire le notizie interne ai Di Cosola ai rivali del clan Parisi. “Gli autori della sparatoria a Carbonara – scrive di propria mano Masciopinto in un documento acquisito e depositato agli atti dell’inchiesta – al signor Mizzi fu mio zio Giuseppe Partipilo e Gaetano Moschetti”. Il mandante, invece, sarebbe stato Antonio Battista, braccio destro e parente dell’ex boss Antonio Di Cosola, anch’egli oggi diventato collaboratore di giustizia. I carabinieri, adesso, hanno avviato gli accertamenti per capire se quanto raccontato da Masciopinto abbia un fondamento di verità, al momento da parte degli investigatori ci sono forti perplessità. Anche perché le rivelazioni del nuovo collaboratore di giustizia non collimano con quelle di altri pentiti.

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