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Pigmalione era un famoso scultore di Cipro che creò una statua in avorio che rappresentava il suo ideale femminile e se ne innamorò al punto tale che pregò la dea Afrodite di dar vita alla sua creazione. Afrodite accettò, e trasformò in un umano la scultura, che prese il nome di Galatea. Pigmalione e Galatea si sposarono e vissero felici e contenti.Ovidio (Metamorfosi, X, 243)-

\r\nQuesto mito è stato successivamente reinterpretato da George Bernard Shaw, nella sua opera “Pigmalione” che narrava di Higgins, un professore di fonetica che trasformò una giovane popolana in una donna dell’alta società, insegnandole le giuste maniere. Anche lui quindi “scolpisce” del materiale rozzo per trasformarlo in una perfetta statua raffigurante una donna di classe.\r\n\r\nÈ da queste storie che nasce l’uso comune del “Pigmalione”, colui che plasma, raffina e guida lo sviluppo di qualcuno. In particolare l’effetto Pigmalione, conosciuto anche come effetto Rosenthal, sta a rappresentare la “profezia che si auto-avvera”, ossia una credenza o un’aspettativa che si avvererà.\r\n\r\nL’esempio più rappresentativo, nato da uno studio di psicologia sociale portato avanti da Rosenthal, è questo: se un’insegnante ritiene che un suo alunno abbia delle abilità particolarmente sviluppate lo tratterà, inconsciamente, diversamente dagli altri alunni. Il bambino, a sua volta, con il tempo si convincerà del giudizio della sua insegnante e tenderà a diventare esattamente come lei lo aveva designato. Questo avviene innanzitutto grazie all’influenza positiva che eserciteranno le insegnanti sull’alunno, dato che lo considerano più intelligente.\r\n\r\nQuesto studio è stato sviluppato nel 1968 e oggi non sarebbe possibile replicarlo per le eventuali implicazioni di carattere etico in quanto gli alunni partecipanti potrebbero essere penalizzati dalle condizioni sperimentali. I risultati ottenuti sono però molto interessanti in quanto viene dimostrato che i giudizi, le aspettative e le previsioni circa le capacità e le prestazioni degli altri finiscono proprio per produrre gli esiti attesi. In questo caso gli sperimentatori hanno fornito agli insegnanti delle previsioni (del tutto arbitrarie) rispetto agli alunni più o meno brillanti, e questa differenziazione alla fine si è davvero riscontrata! Le insegnanti possono involontariamente sostenere e seguire gli allievi da cui si aspettano tanto e scoraggiare, seppur in maniera impercettibile, i “meno promettenti”. Gli alunni finiscono per adattarsi a ciò che si aspettano da loro ed è così che si attiva la profezia che si autoavvera.\r\n\r\nUn altro esempio di questo effetto lo potremmo ritrovare all’interno dello stereotipo secondo cui le donne sono poco portate per lo studio delle materie tecnico-scientifiche. L’introiezione di questo stereotipo potrebbe portarle a rinunciare in partenza ad intraprendere determinati studi, per la convinzione di non potercela fare.\r\n\r\nEntra in gioco la fiducia nelle nostre capacità, nella nostra forza, in noi. Avere fiducia in noi stessi ci permette infatti di affrontare anche situazioni difficili, perché quando pensiamo di potercela fare mettiamo in atto modalità di azione che ci aiutano nel raggiungimento del compito, ponendoci come gli unici artefici dei nostri risultati.


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