Non mi candido, mi ricandido. Non avete capito, e me ne scuso, non mi ricandido. Un tormentone durato quasi una settimana quello del presidente del Coni Puglia Elio Sannicandro tra smentite (“colpa dei giornalisti”), dichiarazioni e rettifiche. Un balletto iniziato lo scorso 7 aprile quando il presidente del Coni Puglia ha incontrato a Roma per un chiarimento durato 15 minuti (o un’ora?) il presidente nazionale del Coni, Giovanni Malagò. Al centro del colloquio, al quale hanno preso parte anche l’ad di Coni Servizi, Alberto Miglietta, e il segretario generale del Coni, Roberto Fabbricini (poi definiti testimoni oculari delle dichiarazioni di Sannicandro), il presunto conflitto di interessi seguito all’assegnazione dello studio di fattibilità della pista di atletica di Barletta -città di Pietro Mennea e pista di Pietro Mennea – a suo nipote.

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Malagò ha garantito “che tutto è stato affrontato con grande rispetto e rigore, è stata data piena fiducia a Sannicandro su quello che è il suo operato e tutta una serie di atteggiamenti che possono aver generato 
equivoci. In virtù di questo – ha proseguito – Sannicandro ha voluto chiudere qui la sua esperienza e quindi non ricandidarsi”. Felici di aver chiuso una vicenda imbarazzante, con l’autoeliminazione di Sannicandro.

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Peccato che l’attuale presidente del Coni Puglia si è rimangiato tutto a distanza di pochissimo tempo. “Non è Roma a decidere e neanche la politica, ma il consiglio regionale del Coni, nel quale apriremo il dibattito e nel quale deciderò se candidarmi o meno”, ha sentenziato in una conferenza stampa fiume.
A questo punto Malagò forte dei suoi testimoni ha subito risposto: “Sannicandro si contraddice. In quell’occasione – ha puntualizzato Malagò – si è convenuto, come da lui stesso confermato, che per evidenti ragioni di opportunità e stile la sua esperienza alla guida del Coni Puglia si sarebbe esaurita a scadenza naturale al termine del quadriennio senza riproporsi per un nuovo mandato”. “L’incontro – ha rilevato – è durato circa un’ora (non 15 minuti?) come si può facilmente vedere dalla mia agenda personale disponibile in segreteria. A questo punto la credibilita’ personale di Sannicandro ha raggiunto un livello tale che eviterò in futuro di avere rapporti con lui”.
Diatriba finita? Assolutamente no.

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Nuova puntata. Sannicandro fa dietrofront: “Mi rendo conto di aver generato un equivoco del quale mi scuso innanzitutto con il Presidente  Malagò. Confermo quanto detto nel lungo incontro a Roma,  circa la mia decisione di non ricandidarmi. La mia titubanza è stata solo generata dalle forti pressioni di colleghi e dirigenti sportivi che hanno collaborato con me in questi 15 anni”. Insomma tutta colpa delle pressioni dei colleghi. Ma Sannicandro non si ricadinderà. Per ora. Forse.

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Ps Il Coni Puglia non ha un albo o un elenco pubblico di progettisti di impianti sportivi da cui attingere per consulenze. In tempi di ricerca forsennata della trasparenza, quanto ci vuole a pubblicare sui media un bando per raccogliere disponibilità di architetti o ingegneri al fine di evitare dannose polemiche per lo sport pugliese?

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