Nel precedente articolo è stata sottolineata l’importanza di una diagnosi precoce in quanto i DSA hanno un forte impatto sia a livello individuale che a livello sociale. E’, infatti, frequente l’abbassamento del livello curricolare conseguito e l’abbandono scolastico prematuro nel corso della scuola secondaria di secondo grado, nonché una ridotta realizzazione delle potenzialità dell’individuo. Quando è possibile diagnosticare e intervenire?\r\n\r\nSebbene i DSA si manifestino durante l’età scolare, già a livello prescolare potrebbero essere individuati degli elementi indicativi di rischio, attraverso un’analisi dei prerequisiti scolastici. La definizione di una diagnosi di DSA avviene però soltanto in una fase successiva al processo di apprendimento scolastico. In particolare si distinguono due tempistiche diverse:\r\n

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  • dal mese di gennaio del secondo anno della scuola primaria per la dislessia e la disortografia, coincidente con il normale processo di insegnamento delle abilità di lettura e scrittura;
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  • alla fine della terza classe di scuola primaria per la discalculia, termine di insegnamento delle abilità di calcolo basilari.
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\r\nÈ importante notare che i DSA oggi sono sottodiagnosticati o riconosciuti tardivamente. Le prove scientifiche sull’efficacia della presa in carico e degli interventi riabilitativi nella riduzione dell’entità del disturbo e/o nel rendimento scolastico sono sempre più in aumento e la precocità e la tempestività degli interventi appaiono sempre più spesso in letteratura tra i fattori prognostici positivi. Il più delle volte le difficoltà di apprendimento possono essere interpretate come pigrizia e svogliatezza del bambino nei confronti della scuola. In realtà bisogna tener in considerazione che il bambino, anche per raggiungere obiettivi minimi, è costretto a grandi sforzi e spesso, nonostante l’impegno e il grande dispendio di energie e tempo, i risultati potrebbero essere scarsi o nulli. Tutto ciò contribuisce ad aumentare un senso di frustrazione e la percezione di una bassa autoefficacia che potrebbe annullare nel bambino anche la voglia di provarci.\r\n\r\nL’esigenza di pervenire tempestivamente a una diagnosi nasce proprio dalla necessità di evitare questo tipo di frustrazioni, oltre che dall’urgenza di iniziare il prima possibile un intervento risolutivo. L’elemento essenziale su cui focalizzarsi riguarda il fatto che i DSA sono disturbi evolutivi e, in quanto tali, non si può giungere a una “guarigione” ma il lavoro sta nel riuscire a rinforzare le abilità di lettura, scrittura e calcolo, ad imparare a gestire le difficoltà, a utilizzare strumenti alternativi per portare avanti correttamente le richieste, a imparare a “sfruttare” i propri punti di forza per sopperire ai punti di debolezza. Tutto questo, oltre che apportare un miglioramento delle prestazioni scolastiche, contribuisce ad aumentare il proprio livello di autostima, fortemente a rischio in queste situazioni. L’impossibile può diventare possibile utilizzando strategie alternative! Per arrivare a questo è necessario il supporto di figure specializzate! Un normale “dopo scuola” può non essere sufficiente a raggiungere l’obiettivo in quanto si concentrerebbe sull’apprendimento della lezione e non sull’apprendimento di strategie alternative specifiche per ogni individuo. Importante è, invece, un lavoro di “potenziamento” portato avanti da figure specializzate in materia e indipendente dal lavoro del dopo scuola. Ciascun tipo specifico di DSA coinvolge processi cognitivi specifici ed è importante avere un’approfondita conoscenza a riguardo per poter intervenire in maniera efficace.\r\n\r\nA chi mi rivolgo per una diagnosi sui DSA? \r\n\r\nAl raggiungimento della diagnosi contribuiscono diverse figure. Gli insegnanti in primis possono segnalare i “casi sospetti” e individuare, attraverso una diagnosi di primo livello, gli alunni con persistenti difficoltà negli apprendimenti. Se dopo questa prima valutazione emergono dei fattori di rischio si rimanda ad un approfondimento. La famiglia, una volta informata, può chiedere una consulenza al Pediatra che si impegnerà a fare richiesta di valutazione tramite una visita specialistica con un’equipe multiprofessionale specifica. Avverrà quindi la diagnosi di secondo livello, effettuata attraverso una valutazione neuropsicologica che, utilizzando una serie di test standardizzati, definisce il livello intellettivo e le abilità di lettura, di scrittura e di calcolo. L’equipe di valutazione è multidisciplinare ed è composta da neuropsichiatri infantili, psicologi, logopedisti ed eventualmente integrata da altri professionisti sanitari in funzione delle difficoltà del bambino e modulabile in base alle fasce di età.  Le abilità di lettura, scrittura e calcolo coinvolgono diversi sistemi neuroevolutivi ed è necessario indagarli tutti per avere un quadro completo dei punti di debolezza, ma soprattutto dei punti di forza del bambino in quanto è proprio tramite questi ultimi che riuscirà a compensare le sue difficoltà, tramite delle strategie adeguate e personali.\r\n\r\nLa legislazione attuale non prevede, per i bambini con DSA, l’aiuto di un insegnante di sostegno. In base alla legge 170, in presenza di diagnosi di DSA, la scuola è tenuta a formulare un piano didattico personalizzato che prevede l’attuazione delle misure e degli strumenti compensativi e dispensativi necessari per il bambino/ragazzo. Ciò deve essere applicato sia durante l’anno scolastico, sia in sede di esami finali.\r\n\r\n 

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