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Presentati a noi e ai nostri lettori in poche parole, in pochi caratteri direbbe Twitter, usa insomma le prime che ti vengono in mente per definirti.\r\n\r\nNicola Ultimo, sono il Restaurant Manager del Vun al Park Hyatt Milano. Sono nato a Bari 44 anni fa e lavoro nel mondo della ristorazione da oltre 25 anni.\r\n\r\nTi senti un predestinato o quello che adesso stai facendo è frutto essenzialmente del caso?Entrambe le cose. Nel 1985, quando mi iscrissi all’istituto alberghiero, mio padre mi chiese più volte se volessi fare il cuoco ma l’idea di lavorare in sala vinse e penso di avere fatto le giuste scelte nel corso della mia carriera professionale.\r\n\r\nDove e quando è cominciata la tua avventura?\r\n\r\nLa mia avventura inizia nell’estate del 1986, dopo il primo anno di scuola Alberghiera, in un villaggio turistico in Puglia dove ero apprendista al bar.\r\n\r\nHo sempre lavorato durante le stagioni, durante le pause scolastiche estive, sino al 1991, anno in cui svolsi il servizio militare.\r\n\r\nA 24 anni feci la prima esperienza come responsabile in sala: ero giovane, la onorai e decisi che dopo quella esperienza avrei imparato le lingue straniere e costruito il mio background.                                \r\n\r\nLa disciplina e il rispetto sono state le regole fondamentali dei Direttori di Ristorante con cui ho avuto la  fortuna di collaborare nelle mie esperienze lavorative in Italia e all’Estero; oltre a essere dei Professionisti mi piace ricordarli come grandi Uomini.\r\n\r\nRaccontaci la tua missione, il tuo obiettivo finale, lo scopo che ti spinge a svegliarti e a fare quello che fai.\r\n\r\nLa mia missione, lo scopo e l’obiettivo sono legati alla passione. Il nostro è  un lavoro bello ma allo stesso tempo duro e impegnativo, perché devi essere sempre disponibile, cortese e comprensivo.\r\n\r\nPenso di essere in una fase matura del mio percorso professionale, quindi mi diverto e questo mi offre stimoli per fare bene tutti i giorni.\r\n\r\nAssegnando delle percentuali, secondo te, per riuscire nella vita, quanto conta la fortuna, quanto la bravura e quanto la caparbietà?\r\n\r\nSicuramente per il mio modo di vedere le cose darei un 75% alla bravura, la quale è composta da caparbietà, passione, forza di volontà e sacrificio. Il resto è fortuna. \r\n\r\nIl tuo legame con la tua terra d’origine. Quanto c’è di lei nelle creazioni alle quali dai vita, e soprattutto quanto c’è di lei in te?\r\n\r\nSono molto legato alla mia terra e alle mie origini che non rinnego. Anche se torno in Puglia solo in estate, penso che i ricordi d’infanzia e gioventù  siano la mia fonte di ispirazione (indelebili).\r\n\r\nSei un fanatico del ”fast” o il tuo stile è più orientato verso lo ”slow”?\r\n\r\nSono una persona piuttosto Fast perché la vita ormai ce lo impone. A Milano si corre, ma quando non ho impegni sono molto per lo Slow & Relax.\r\n\r\nChiudi gli occhi e visualizza un’istantanea in particolare, un momento, un attimo, una situazione nella quale hai pensato ”c***o ce la posso fare sul serio ”.\r\n\r\nRicordo che nel 1999 mi assillava il pensiero di dovere imparare il Francese. Decisi con l’aiuto di colleghi di farmi trasferire da uno dei resort più belli, lo Splendido di Portofino, in un hotel di compagnia in Francia, a tre ore da Bordeaux. Avevo già avuto un’esperienza al Richemond di Ginevra, ma mi mancava il famoso quid e al mio rientro in Italia realizzai che era ora di fare sul serio e prendermi delle responsabilità.\r\n\r\nCome tutti, presumo, avrai affrontato anche tu nel tuo ambito lavorativo momenti di scoramento, che ne so, con qualche collega, con un socio, o con l’opprimente e macchinoso titano della burocrazia, come ne sei venuto fuori?\r\n\r\nTutti noi abbiamo avuto dei momenti non brillanti durante il nostro percorso professionale, in 25 anni ne ho vissute tante ma sempre con l’idea che domani sarà un giorno migliore.\r\n\r\nWoody Allen diceva che l’arte del cinema si ispira indubbiamente alla vita. La tua arte, invece, a cosa si ispira?\r\n\r\nIo prendo spunto dal quotidiano, i miei colleghi, i clienti, i miei collaboratori mi ispirano a dare il meglio. Allora viva Woody Allen…. e la Vita.


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