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BARI – Il percolato prodotto dai rifiuti sarebbero finiti nella falda, inquinandola. E’ questa l’ipotesi del pm Renato Nitti e del corpo forestale che hanno sequestrato la discarica di Giovinazzo. Secondo gli investigatori, i percolati prodotti dai rifiuti non sarebbero stati smaltiti correttamente. La discarica di Giovinazzo sorge nell’area di San Pietro Pag,  dove in passato sono state realizzate discariche abusive in cave naturali. Si tratta di una zona ad alto valore paesaggistico anche per la presenza di una chiesa rupestre. L’impianto nel dicembre scorso è stato chiuso perché la società che lo gestiva non avrebbe rispettato le prescrizioni per l’adeguamento dell’impianto di biostabilizzazione imposte dalla Regione. “La zona di San Pietro Pago – si legge  in una nota della Procura – sconta decenni di accumuli di rifiuti in cave trasformate in passato in discariche di rifiuti di ogni tipo, tra cui fanghi industriali e scorie siderurgiche” che hanno provocato “una evidente compromissione dell’ambiente e del paesaggio”


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