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BARI – Plessi universitari chiusi. Dal Campus a Giurisprudenza, passando per Economia. E un intero palazzo di Ateneo interdetto a chi non era stato accreditato. Protestano i ragazzi di Studenti Indipendenti che affidano ad una nota tutta l’amarezza per la giornata di inaugurazione dell’anno accademico, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.\r\n\r\n”Per questa giornata – si legge nel comunicato –  la nostra università si è mobilitata con un dispiego di forze economiche e di personale senza precedenti. L’intero palazzo Ateneo (solo quest’ultimo) è stato ripulito da anni di sporcizia e incuria, e per giorni è stato ispezionato per verificarne la sicurezza. I livelli di sorveglianza odierni possono essere paragonati a quelli di un carcere di massima sicurezza. La cosa che più ci ha amareggiato è che oggi l’Università degli Studi di Bari abbia chiuso le porte ai suoi studenti; tutti i plessi, come ad esempio il Campus, Giurisprudenza, Economia, Lingue, Veterinaria sono rimasti chiusi e nello stesso palazzo Ateneo, location designata per la manifestazione, non è stato consentito l’acceso, se non a coloro i quali si fossero precedentemente accreditati”. Per Studenti Indipendenti è contradditorio “che l’inaugurazione dell’anno accademico sia stata concepita come un momento di esclusione della comunità studentesca, poiché gran parte degli studenti non ha potuto accreditarsi all’evento, visto il brevissimo lasso di tempo disponibile loro concesso”.\r\n\r\nL’associazione attacca duramente la politica universitaria. “Siamo fermi nel ribadire che anche queste scelte organizzative, così come la gran parte delle politiche sui servizi agli studenti e sull’offerta formativa siano la “facciata” pulita del rettorato Uricchio, volte a nascondere le reali contraddizioni di una gestione inefficace ed inconcludente degli ultimi anni dell’Ateneo barese. Tra i provvedimenti più penalizzanti per la comunità studentesca degli ultimi anni si possono facilmente annoverare i tagli consistenti a tutti i capitoli di bilancio che riguardano i servizi agli studenti, il quasi dimezzamento delle ore di apertura dei plessi e delle aule studio, le discutibili politiche assunzionali in totale incoerenza con la sostenibilità dell’offerta formativa e del miglioramento della stessa, e l’assordante silenzio della massima istituzione della nostra Università sulle politiche ministeriali che stanno causando ritardi nell’erogazione delle borse di studio. Noi abbiamo scelto di parlarvene e di non applaudire quest’oggi uno spettacolo a porte chiuse”.


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