Bari-Crotone 2-3
Bari-Crotone 2-3
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Sette, otto errori in tre gare consecutive, sempre sulla fascia destra. Il più grave? Al 38′ della ripresa quando ha passato all’indietro ad un imprudente Guarna un pallone. Immediato il pressing di Budimir che costringe il portiere barese al fallo da rigore, sanzionato con il rosso. Nell’ennesima leggerezza del giovane Donkor c’è la misura di una squadra che vanifica con una difesa inadeguata quanto di buono costruiscono gli altri reparti: il 2-3 finale con il Crotone cancella ogni sogno di promozione diretta per il Bari, costretto a rincorrere la roulette russa dei play off.

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La chiave tattica

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Il Crotone visto al San Nicola ha impressionato per spensieratezza, non certo per personalità: è un gruppo giovane e atleticamente debordante. Il 3-4-3 predisposto da Juric ha tenuto per tutti i novanta, ad eccezione dell’avvio della ripresa, quando Camplone ha alzato il baricentro del Bari, con pressing e rapide ripartenze che hanno portato a ribaltare il vantaggio dei calabresi (gol in avvio di Martella, agevolato dalla dormita di Donkor e Tonucci).

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Il 4-3-3 dei pugliesi è apparso incisivo solo quando i ritmi sono diventati più alti, ma la fragilità difensiva è stata ancora una volta una costante. Gentsoglou, al rientro dopo un infortunio, è apparso andare a un cilindro, Maniero nel primo tempo un gigante imbolsito (negli spogliatoi ha avuto durissime critiche da Camplone che gli ha ricordato che non si può vivere di rendita per i 19 gol della passata stagione). La fiammata della ripresa ha illuso i tifosi e messo paura all’undici di Juric. Il tap-in di Maniero (1-1) e il rigore di De Luca (2-1) hanno esaltato il pubblico. Subito dopo il palo di Martella e il gol “mangiato” da Budimir davanti a Guarna hanno confermato le amnesie. Nel finale la beffa: il rigore trasformato da Torromino e il gol caparbio di Budimir hanno suggellato il colpaccio dei pitagorici.

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Girare pagina, subito

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Al tecnico Camplone ora il compito arduo di restituire fiducia a una squadra incostante: da play off per il gioco offensivo, da medio-bassa classifica per la difesa gruviera. La cessione di Sabelli e l’infortunio di Del Grosso hanno privato la rosa di due elementi di qualità, non surrogabili con Donkor e Jakimovski (mentre Cissokho ha qualità, non il ritmo partita). Ad Avellino, senza il sostegno del tifo, ci vorrà davvero un’impresa…

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@waldganger2000

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