BARI – Se non fosse stato sequestrato dalla polizia, il tritolo sarebbe stato usato per uccidere il procuratore di Napoli, Giovanni Colangelo, ex procuratore aggiunto di Bari. La notizia è stata rivelata ai magistrati della Dda di Bari da un collaboratore di giustizia barese che – durante la sua detenzione – sarebbe entrato in contatto con esponenti della Camorra che progettavano l’attentato contro il magistrato.\r\n\r\nCosi progettavano l’attentato\r\n\r\nL’agguato, con ogni probabilità, sarebbe avvenuto a Gioia del Colle, dove Colangelo vive e dove torna spesso. Nelle scorse settimane, secondo quanto ricostruito dalla squadra mobile, affiliati alla Camorra avrebbero svolto diversi sopralluoghi sul percorso dal casello autostradale di Napoli, dove il magistrato lavora, sino a casa sua, a Gioia del Colle. E’ qui che probabilmente i criminali sarebbero entrati in azione, è probabile che le modalità dell’attentato sarebbero state simili a quelle dell’omicidio del giudice Borsellino.\r\n\r\nL’inchiesta della Dda\r\n\r\nLa Procura di Bari ha aperto un’inchiesta per tentato omicidio, al momento il fascicolo è a carico di ignoti. Il pm Antimafia Roberto Rossi ha delegato gli accertamenti alla squadra mobile diretta da Luigi Rinella.\r\n\r\nLe rivelazioni del pentito\r\n\r\nA svelare le intenzioni della Camorra è stato un collaboratore di giustizia barese legato alla criminalità locale. Le informazioni riferite agli inquirenti della Dda di Bari sarebbero state apprese dal pentito direttamente da un pregiudicato di Gioia del Colle, Amilcare Monti Condesnitt, in carcere a Bari perché sospettato di essere il destinatario del mezzo chilo di tritolo sequestrato all’esterno della sua tenuta dalla Squadra Mobile. L’indagine si è intrecciata con quella della polizia che indagava su due agguati al quartiere San Pio commessi nel febbraio scorso. Durante gli accertamenti sui due fatti di sangue collegati a una guerra tra clan locali, gli investigatori sono entrati in possesso del verbale del pentito. L’uomo avrebbe riferito i nomi delle persone su cui la polizia stava indagando. Intercettando poi il trasporto del tritolo da Bitonto a Gioia del Colle, gli investigatori hanno quindi messo in correlazione i due fatti e hanno deciso di intervenire d’urgenza con i cinque provvedimenti di fermo. Stando a quanto riferito dal collaboratore di giustizia, Amilcare Monti Condesnitt gli avrebbe anche confidato di essere entrato in contatto con alcuni camorristi, dicendosi preoccupato delle conseguenze. Secondo la Mobile, sarebbe stata la Camorra a commissionare l’acquisto dell’esplosivo. Non vi sarebbero, nelle dichiarazioni del pentito, riferimenti espliciti al tritolo come arma per uccidere Colangelo e alle modalità di esecuzione dell’attentato, ma gli inquirenti baresi non credono che si tratti di una pura coincidenza. I 550 grammi di tritolo sequestrati erano nascosti sotto un albero, di fronte al cancello della villa di Monti.

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