Il Pagellone di fine campionato di Vincenzo Damiani. Si parte dalla difesa, il reparto più discusso del Bari, per rendimento alternante ed evidenti lacune tecniche

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I PORTIERI

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MICAI voto 7

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L’unica nota positiva di una stagione vissuta tra alti e bassi e finita sotto le aspettative. Passa un anno e mezzo all’ombra di Guarna, poi la chance improvvisa: pronti via para un rigore a Castaldo e da quel momento in poi la maglia da titolare non gliela toglie più nessuno per meriti conquistati sul campo. Ok, nell’ultima partita contro il Novara su un paio di gol avrebbe potuto fare molto meglio, ma complessivamente è stato uno dei migliori nella stagione biancorossa. Il Bari ha finalmente blindato la sua porta.

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GUARNA  voto 5

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L’erroraccio contro il Crotone, in condivisione con Donkor, forse ha pesato sul campionato barese. Quella vittoria avrebbe potuto cambiare la storia del campionato dei pugliesi, ma al di là della singola partita l’ex numero 1 non ha mai convinto a pieno. Le uscite a presa alta sono sempre state un suo difetto, grave. Un limite non di poco conto nel calcio moderno, dove il 30% dei gol viene segnato sui calci da fermo.

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LA DIFESA

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DI CESARE voto 6,5

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Forse da lui ci si aspettava qualcosina in più, ma è stato il migliore difensore per distacco. Non sempre è stato impeccabile, ha avuto le sue giornate storte, alcune volte ha pagato colpe non sue ed è stato trascinato nella mediocrità di un intero pacchetto arretrato. Ma proviamo ad immaginare per un attimo una linea difensiva senza Di Cesare per tutta la stagione: no, meglio non pensarci!

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SABELLI 6

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Non sarà stato il calciatore ammirato nel primo anno, ma finché lui ha fatto parte della rosa il Bari ha avuto un terzino destro. Partito lui, infortunatosi Del Grosso, sono cominciati i guai.

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DEL GROSSO voto 6

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Come per Sabelli, anche l’assenza prolungata del bergamasco ha influito parecchio sul risultato finale.

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TONUCCI voto 5,5

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Era stato acquistato per essere l’alternativa a Di Cesare e Contini e un motivo ci sarà. Per carità, non ha demeritato, ci ha messo sempre grande grinta e volontà ma i limiti tecnici restano. Soprattutto quando il pallone ce l’ha tra i piedi: nel 2016 non è ammissibile calciare il 90% delle volte la sfera in tribuna.

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CONTINI voto 5,5

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Anno da dimenticare per il capitano biancorosso: parte bene, poi si eclissa e infine gli infortuni a ripetizione lo mettono fuorigioco. Peccato, forse con l’ex Napoli sarebbe stata un’altra storia. Chissà.

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GEMITI voto 5

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Chiariamo l’equivoco: Nicola lo ha voluto con sé perché uomo fidato e di esperienza, il “classico” uomo spogliatoio, che fa gruppo, come Stellini con Conte per intenderci. Che poi si sia ritrovato, per forze di cosa maggiore, a fare il titolare inamovibile è un’altra storia, ma gli va riconosciuto di averci messo professionalità e impegno.

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DONKOR voto 5

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Al difensore scuola Inter gli va concessa l’attenuante della giovane età. Era alla sua prima stagione vera da professionista e ha pagato dazio in esperienza e immaturità tattica. Ha molto da imparare, ma le doti – fisiche soprattutto – non gli mancano. A Bari ha alternato cose buone (non troppe) a cose meno buone (troppe): sbadato nell’eseguire gli schemi e i movimenti di reparto, a volte troppo frettoloso e ingenuo. Di contro, ha mostrato uno strapotere fisico non comune, superarlo nell’uno contro uno non è così semplice. E’ vero, è stato causa o concausa di partite gettate al vento (vedi quella con il Crotone o a Pescara) ma troppo facilmente gli è stata gettata addosso una croce non sua.

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RADA voto 4,5

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Un disastro. Ricordate Pescara? Partita in pugno, poteva scapparci una vittoria e lui cosa combina? Rinvio del portiere, palla a campanile, è in marcatura su Lapadula (Lapadula non Vieri) e perde il corpo a corpo. Pallone in rete e sconfitta pesantissima. Quattro mesi dopo, di nuovo: cross di Lanzafame e lui che fa: si lascia sfuggire il centravanti, l’unico avversario presente in area di rigore, l’unico da seguire sin dentro gli spogliatoi, se fosse stato necessario. Ed invece, gol e tutti a casa.

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JAKIMOVSKI voto 4,5

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Un’ammissione: quando Paparesta lo strappa al Como e alla concorrenza pensiamo: “Bel colpo, un ottimo esterno offensivo, con corsa e buon piede. Arriveranno ottimi cross per Maniero”. Poi, nei primi allenamenti ci spiegano che Jakimovski è stato acquistato per fare il terzino e ci sorge subito un dubbio: il difensore? Ma come, è quasi un attaccante! Ci affidiamo alle preghiere e alla possibilità, minima, che impari presto a difendere e a muoversi in sintonia con i compagni di reparto. Macché. Lo stesso allenatore si accorgerà che è missione impossibile, risultato: tanta panchina e pochissime, brutte, apparizioni.

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CISSOKHO voto 4

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Esordisce contro il Crotone e sembra che debba spaccare il mondo. Pensi: mamma mia che terzino. Partita ad Avellino, nella prima azione degna di nota causa un calcio di rigore e viene espulso. Lo si rivede contro l’Entella, meglio dimenticare. Dopodiché desaparecidos. Per Camplone non si  allena bene, lui dice di essere in piena forma. Fatto sta che gli ultimi 3 mesi li trascorre in tribuna.

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@VincenDam

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