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Quando l’errore degli annunci prematuri contagia anche il calcio

Pubblicato da: Vincenzo Damiani | Mer, 22 Marzo 2023 - 09:31
Datò E Conf

Giovanni Trapattoni direbbe: “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”. Al netto di quali saranno gli sviluppi del confronto tra Paparesta e Giancaspro e di cosa (o chi) c’è nel futuro della Fc Bari 1908 – ci auguriamo un futuro importante – c’è un primo dato di fatto (acquisito) sul quale ci vogliamo soffermare: gli annunci troppo prematuri. Lo scorso 14 aprile il malese Ahmat Noordin è stato presentato alla città in una conferenza stampa che si è svolta non nella sede della Fc Bari 1908, non in luogo qualsiasi, ma nel palazzo dell’ex Provincia, attuale sede della Città metropolitana. Una sede istituzionale. Al fianco di Noordin e Paparesta c’era persino il sindaco di Bari e della stessa Città metropolitana, Antonio Decaro. Tutti lì, in un caldo pomeriggio di metà aprile, per annunciare la svolta nel club di calcio, il cambio di proprietà che “porterà il Bari in Europa entro 5 anni”, fu addirittura dichiarato dallo stesso Noordin. “Entro fine maggio verrà perfezionato l’acquisto delle quote societarie”, fu detto. E ai giornalisti che chiedevano qualche dettaglio in più sull’importante operazione (“Da dove arrivano i soldi?”, “Ci sono altri sponsor?”, “Quanto sta investendo?”) fu risposto che non era il momento giusto per dare risposte che, comunque, sarebbero arrivate presto. Bene, quelle risposte in realtà non sono mai arrivate, ma oggi non vogliamo entrare nel merito della questione. Siamo certi della buona fede di tutti i protagonisti e della serietà del presidente Paparesta, così come di quella di Noordin e del socio di minoranza Giancaspro. Il punto è un altro: sono stati fatti degli annunci che, ad oggi, non hanno trovato riscontro. Le conferenze stampa, solitamente, si organizzano a cose fatte, a giochi chiusi. Evidentemente il 14 aprile l’affare non era poi così concluso, se oggi 4 giugno ancora non si conosce il futuro del club. Non sappiamo quali siano i problemi e gli ostacoli da superare (nessuno dei protagonisti li ha voluti specificare pubblicamente), ma è evidente che lo scorso 14 aprile sono stati messi i carri davanti ai buoi. O quantomeno c’è stato troppo ottimismo e non sono stati messi in conto i possibili intoppi. Risultato? Finale di stagione tormentato, play off quasi oscurati dalle vicende societarie e dai comunicati al veleno dei due soci. E una piazza (giustamente esigente) che prima ha sognato, poi ha cominciato a insospettirsi e ora è incredula e arrabbiata. Si sarebbe potuto evitare tutto questo? Sì. Come? Dando priorità prima ai fatti e poi alle parole. In sintesi: rimandando annunci e conferenze stampa al passaggio definitivo e conclamato delle quote. Forse anche il finale sportivo sarebbe stato diverso. Chissà.   

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