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Bari è una città turistica? Un domanda-tormentone che torna puntuale non appena attraccano le navi da crociera nel nostro porto. E allora giù con considerazioni più o meno accettabili. Le amministrazioni comunali che si sono susseguite, almeno negli ultimi anni, ci hanno provato. Siamo altrettanto sinceri, però, nello scrivere che non ci sono sempre riuscite.

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Certo, questa Bari fa passi da gigante per diventare una città 2.0: è nata per esempio “www.aroundbari.it“. Il turista può consultare questo sito attraverso le paline diffuse nel centro storico e avere informazioni sui monumenti e sulle chiese principali di Bari. Se, però, il turista non è un 2.0, non ha un grande aiuto dalla segnaletica. Quindi chi si avventura senza guide, si ubriacherà del profumo della focaccia sin dalle 10 di mattina, ma si orienterà con difficoltà nel centro storico. Già, il centro storico che tra poesie gentilmente offerte sui muri dai cupido di turno e i motorini e le auto che ancora sfrecciano dove non possono, appare comunque mozzafiato. Lo è la muraglia che si affaccia sul lungomare. Lo sono le piccole chiese sconosciute anche ai baresi, oltre alla Basilica e alla Cattedrale. E il resto?

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Ricordo tempo addietro un turista (mi sembrò tedesco perché con 15 gradi indossava sandali aperti e maglietta rigorosamente a manica corta), mi fermò su corso Vittorio Emanuele e mi chiese dove fosse il centro. Erano le 15 e i negozi erano tutti chiusi. Gli consigliai di mangiare un gelato e di aspettare le 17 per lo shopping. Allora pensai che i turisti che arrivano a Bari hanno davvero poco da fare. Certo avrei potuto consigliargli di andare oltre il centro. Ma dove? E sopratutto come? Dall’altra parte della città, un turista non riuscirebbe ad orientarsi. E soprattutto cosa dovrebbe vedere. Esistono ville storiche ma sono abbandonate. Ci sono parchi, è vero. Ma non sono esattamente luoghi da visitare. Oltre alle tariffe dei taxi che di certo sono migliorate negli ultimi anni, ma restano comunque alte.

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Lo scorso febbraio la Giunta comunale ha approvato le tariffe fisse per i crocieristi. Si parte da 60 euro per una visita di un’ora e venti nel centro storico di Bari, a 130 euro per Alberobello, cento per Polignano, 130 per le grotte di Castellana. Quindi o si sceglie il centro o si va fuori dalla città. Alla domanda se Bari è una città turistica, rispondiamo che ha deciso ancora di non esserlo o di esserlo a metà. Le responsabilità non sono solo da ricercare nell’amministrazione comunale. A non credere al fenomeno turistico, ci sono anche i baresi. Che non investono su un settore che potrebbe essere la più grande risorsa del territorio. Il turismo è un investimento a lungo termine. E’ necessario prima di tutto costruire la “cultura” del turismo. Credere che se diamo un contributo personale per rendere questa città più bella, più pulita, più accogliente, allora sì che i turisti torneranno. Fino ad allora resteranno solo di passaggio senza alcun desiderio di tornare. D’altronde perché dovrebbero?


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