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Siamo all’ennesima aggressione a un controllore dell’Amtab colpevole di aver chiesto il biglietto a un passeggero. Dall’inizio dell’anno abbiamo perso il conto delle vittime di aggressioni sugli autobus di linea della città. Il sindaco Antonio Decaro aveva promesso entro la fine di febbraio scorso le telecamere su tutti gli autobus. E in effetti sono arrivate. Peccato che al momento il pulsante rosso che dovrebbe dare l’allarme alla centrale operativa dell’Amtab e delle Forze dell’ordine, non funziona. “Non sono ancora collaudate”, spiegano dalla ex municipalizzata.\r\n\r\nQuindi i due occhi elettronici, uno puntato verso l’esterno e l’altro che registra cosa avviene all’interno degli autobus non sono ancora funzionanti. In realtà anche se lo fossero servirebbero a poco. E spieghiamo il perché. Quello montato sugli autobus non è una sistema di videosorveglianza h 24 (fatta eccezione per i dodici autobus immatricolati 2016), ma una scatola nera che registra solo cosa avviene fuori dal mezzo (quindi per registrare eventuali sinistri) o nei paraggi dell’autista. Se l’aggressione dovesse avvenire in coda al mezzo, non ci sarebbe nessun occhio elettronico pronto a “testimoniare” l’accaduto.\r\n\r\n“Sarebbe stato troppo costoso – spiega il direttore generale dell’Amtab Francesco Lucibello – montare un sistema di videosorveglianza vero e proprio”. D’altronde chi può dargli torto. Fatto sta che i controllori continueranno ad aver paura – nonostante gli annunci ottimisti – anche a collaudo fatto (un collaudo che si attende ormai da quattro mesi). Continueranno a sperare di poter tornare a casa senza ferite fisiche e morali. Questo è un dato, tutto il resto sono solo chiacchiere da social. \r\n\r\n 


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