Cabtutela.it
acipocket.it
aqp.it

BARI  – Nonostante sia stato l’unico imputato a patteggiare la pena a 22 mesi per associazione mafiosa, mentre gli altri sono stati assolti nel corso degli anni, per Francesco “Cicci” Cavallari non ci sarà nessuna revisione del processo. Così ha deciso la Corte di appello di Lecce che, ieri 27 gennaio, ha rigettato la richiesta dell’ex re Mida della sanità pugliese, l’imprenditore barese che, a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, costruì un impero grazie ai suoi ospedali privati (le ex Case di cura riunite, Ccr).\r\n\r\n \r\n\r\nLa vicenda\r\n\r\nCavallari nel 1995 fu arrestato nell’ambito dell’inchiesta della Dna ribattezzata “Speranza”, un’indagine che vide indagati politici di respiro nazionale, ministri dell’epoca, giornalisti, una tangentopoli in salsa barese. Dopo l’arresto Cavallari, che era accusato anche di associazione mafiosa, decise di patteggiare 22 mesi, pena sospesa. A distanza di oltre 10 anni, il processo di primo grado si è concluso e gli altri imputati furono tutti assolti oppure prosciolti per prescrizione del reato. Proprio per questo Cavallari chiedeva la revisione del processo e l’annullamento del patteggiamento: non può esistere un’associazione mafiosa composta da una sola persona, era il ragionamento dei suoi difensori. Ma i giudici salentini hanno rigettato l’istanza.\r\n\r\nIl processo\r\n\r\nEra stata la Cassazione, accogliendo il ricorso dei difensori di Cavallari, gli avvocati Mario Malcangi e Franco Coppi, a chiedere alla corte di Appello di Lecce di esaminare la richiesta di revisione. Ma la Corte d’Appello ha detto no. Le motivazioni della decisione si conosceranno fra 90 giorni. La difesa ha già annunciato che impugnerà la decisione.


© RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE RISERVATA - Borderline24 Il giornale - Ti invitiamo a usare i bottoni di condivisione e a non copiare l'articolo.

ConfagricolturaBari
CattolicaBari

LASCIA UN COMMENTO:

Scrivi il tuo commento
Il tuo nome qui