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BARI – Due sequestri, per complessivi 16 milioni di euro, sono stati eseguiti dalla guardia di finanza nell’ambito di due indagini diverse sulla gestione della società di trasporto Ferrovie Sud Est. Il primo provvedimento giudiziario è preventivo, è del valore di 12 milioni di euro ed è stato emesso dal gip del Tribunale di Bari su richiesta della Procura; il secondo, invece, è conservativo, ed è di 4,5 milioni di euro ed è stato ordinato dalla Corte dei Conti per un presunto danno erariale commesso dall’ex amministratore unico di Fse, Luigi Fiorillo e un altro ex dipendente.

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Andiamo con ordine: il sequestro da 12 milioni è stato chiesto e ottenuto dal pm Isabella Ginefra nell’ambito della vicenda riguardante l’acquisto di 27 treni da una società polacca e costati 93 milioni, 12 milioni in più – secondo la magistratura inquirente – rispetto al reale valore dei convogli. Il provvedimento è stato eseguito nei confronti di Fiorillo, del responsabile tecnico di Fse Nicola Alfonso e Carlo Beltramelli, il procuratore speciale della società polacca Varsa.

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Il secondo sequestro da 4,5 milioni di euro è stato disposto dalla Corte dei Conti ed è stato eseguito nei confronti di Fiorillo e dell’ex dirigente di Fse Francesco Paolo Angiulli nell’ambito di una indagine su sprechi e consulenze d’oro che avrebbero portato al dissesto dell’azienda con debiti oltre i 350 milioni di euro. In particolare fra il 2011 e il 2014, i due avrebbero percepito compensi superiori a quelli previsti per gli incarichi rivestiti e per alcune consulenze. I finanzieri hanno posto i sigilli a tre immobili, 11 rapporti bancari e finanziari. L’inchiesta penale sulla gestione dell’ente, affidata ad un pool di otto magistrati, è invece ancora all’inizio.


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