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TRANI – “Non sono stato io ad alterare l’orario di partenza del treno dalla stazione di Andria”: il capostazione di Andria, Vito Piccarreta, ha disconosciuto la correzione fatta a penna sul registro di partenza del convoglio che, martedì scorso, si è scontrato con il mezzo proveniente da Corato, un incidente che ha provocato la morte di 23 persone.

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Piccarreta viene interrogato da oltre tre ore dai pm di Trani che indagano sul disastro ferroviario del 12 luglio scorso. L’alterazione riguarda l’orario di partenza del treno da Andria (alle 10.58) che si è scontrato con quello proveniente da Corato. Quello che è scritto sotto la modifica fatta a penna sul registro cartaceo non è leggibile. “Un alterazione posticcia c’è ma non è mia”, ha ripetuto Piccarreta. L’indagato sta parlando di fatti e circostanze che, fonti della procura definiscono “molto interessanti”.

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All’interrogatorio, durante il quale c’è stata una breve pausa, partecipano tre pm inquirenti e il procuratore di Trani Francesco Giannella. Al centro dell’audizione, c’è anche la ricostruzione della dinamica dell’incidente, l’interrogatorio si sta svolgendo nella sala riunioni della procura. Piccarreta, nelle scorse ore, aveva chiesto un rinvio dell’interrogatorio allegando un certificato medico nel quale si attesta che è affetto da un deficit psico-fisico.

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In precedenza il procuratore Francesco Giannella e i suoi colleghi avevano fatto il punto sulle indagini. Durante la riunione è stato nominato un collegio composto da tre consulenti esterni a cui sarà affidato l’incarico di verificare la sicurezza di tutta la linea ferroviaria Bari-Barletta di Ferrotramviaria sulla quale è avvenuto l’incidente. Si è deciso anche sull’esame delle scatole nere dei due treni coinvolti nello scontro, che avverrà nelle forme dell’esame tecnico irripetibile.


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