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Capelli rosso fuoco e pelle di porcellana, questi i tratti distintivi di Sonia Rykiel, la stilista che ha saputo farsi strada nel mondo della moda partendo da un impiego prettamente femminile e così tipicamente parigino come quello del lavoro a maglia.

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La “Regina del tricot” è scomparsa all’età di 86 anni dopo una lunga battaglia contro il Parkinson, a darne la notizia la figlia Nathalie Rykiel, direttore della maison dal 1995.

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Sonia Rykiel, classe 1930, donna dalla forte personalità e una delle più grandi icone della moda francese, realizzò i suoi primi modelli durante la maternità, per necessità. Si, proprio così, come si dice:” di necessità virtù”! E noi donne ne sappiamo qualcosa! Infatti, non riuscendo a trovare maglioni adatti alle sue nuove forme e che potessero valorizzarle a pieno, decise di iniziare a sferruzzare.

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I suoi primi clienti? Furono gli amici, poi altre donne che richiedevano sempre di più le sue creazioni e i suoi abiti sportivi. Negli anni ’60 il suo esordio, inizialmente vendendo le sue collezioni nei negozi del marito, Simon Bernstein, successivamente aprì la sua prima boutique sulla Rive Gauche.

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La forza di Sonia Rykiel non fu solo nell’originalità delle sue creazioni ma anche perché rappresentavano quella forte voglia di libertà che pervadeva tra le giovani donne francesi. Non amavano più rivolgersi alle tradizionali case di moda che sapevano di perbenismo borghese ma trovavano nei modelli in maglia della Rykiel comodi, spiritosi e “alternativi” quel senso di libertà e di arte dissacrante e controcorrente.

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La peculiarità stava nel loro aspetto “incompleto” anticipando largamente la tendenza della decostruzione, ovvero, eliminando cuciture e fodere e lasciando i punti visibili all’esterno.

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“Ho capito allora che la bellezza è nudità. Volevo che le donne mettessero i miei capi e che questi dessero loro l’impressione di essere nude. Lo scopo non era quello di imporre un vestito, ma quello di rimanere il più vicino possibile al corpo delle donne e alla loro libertà di movimento” Così dichiarò al Guardian durante un’intervista nell’ottobre del 2013.

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Le sue creazioni erano fatte di righe colorate, maglie lunghe allegre e irriverenti, uno stile casual, per il tempo libero che sapeva valorizzare le forme della donna. Non a caso, infatti, le maglie erano particolarmente avvolgenti atte a sottolineare la silohuette femminile.

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Uno stile che racchiudeva in sé il mood parigino, chic, sexy e casual e che abbiamo ritrovato in una delle sue collaborazioni più famose e riuscite, la collezione per H&M del 2010.

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Con Sonia Rykiel il mondo della moda ha perso una delle sue più grandi protagoniste.

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