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Il progetto presentato da Biofordrug, start up dell’Università di Bari, è giunto primo nell’ambito dell’ambito dei progetti Horizon 2020 MCSA-RISE 2016. E’ stata premiata sia l’idea innovativa che il valore scientifico del team internazionale composto oltre che da Biofordrug anche da ricercatori irlandesi dell’University College Dublin e olandesi dell’Istituto di Medicina Nucleare di Groningen. Tale attività si colloca nell’ambito della mission nutraceutica di Biofordrug che da anni si occupa della tracciabilità alimentare mediante marcatori genetici. La celiachia è una patologia autoimmune che si manifesta in soggetti geneticamente predisposti ed ha come fattore ambientale scatenante il glutine e l’autoantigene transglutaminasi tissutale. Dal punto di vista epidemiologico la celiachia era sconosciuta negli anni ’80, diagnosticata in un soggetto su 150 negli anni 2000 per arrivare nel 2015 ad 1 su 70. Quindi le dimensioni del problema sono in crescendo e vanno dall’età pediatrica-adolescenziale all’età adulta. Il problema della diagnostica precoce e definitiva e del conseguente “trattamento alimentare” sono fondamentali perché le complicanze e la diagnostica tardiva in età adulta può portare a problematiche neoplastiche come linfoma non Hodgkin, linfoma a cellule T e adenocarcinoma del piccolo intestino. Le forme non neoplastiche riguardano la celiachite refrattaria e la digiunoileite ulcerativa. Attualmente la diagnosi della celiachia accoppia il dosaggio sierologico e lo studio bioptico che deve essere formulato prima della dieta senza glutine, poi durante e per certi periodi di tempi concordati con lo specialista. E’ evidente che questo tipo di diagnostica per poter essere di largo respiro è laboriosa, lenta e a volte non risolutiva in funzione di una diagnosi certa. Il progetto finanziato si basa sul dosaggio di microRNA che sono oltre cinquanta volte sovraespressi nei soggetti celiaci non trattati (venti volte in quelli trattati) rispetto ai controlli sani. Questa netta differenza tra soggetti sani, trattati e non trattati costituisce un elemento inequivocabile in termine di diagnostica e soprattutto di prevenzione. Saranno quindi realizzati degli smart kit utilizzabili per il dosaggio nel sangue di questi microRNA utilizzando l’expertise di Biofordrug che da tempo lavora sul dosaggio di microRNA coinvolti negli aspetti neurodegenerativi e del neurosviluppo, dell’abilità “nanochimiche” dell’Università di Dublino e dell’esperienza nell’imaging diagnostico mediante immagini dell’Istituto di Medicina Nucleare di Groningen. Il progetto ha ricevuto dalla Commissione Europea una valutazione altissima, è stato finanziato per € 550.000,00, dura tre anni, e a Biofordrug, tra i tre partners, viene assegnata la quota più consistente del finanziamento. Anche in questo caso come nel progetto internazionale Marie-Curie, in atto 2014-2018,  vinto da Biofordrug sulla diagnosi precoce dell’Alzheimer sono previsti contaminazioni culturali mediante lo scambio di ricercatori stranieri che opereranno nei laboratori di Biofordrug e di ricercatori baresi che saranno a loro volta ospitate nelle università irlandesi e olandesi.


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