Café Society – Recensione

Nei cinema dal 29 settembre, il nuovo film di Woody Allen, una commedia romantica ambientata nella brillante America degli anni trenta

2036

Cabtutela.it
acipocket.it
aqp.it

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=CLj99lKpmaM[/youtube]

\r\n

La firma di Woody Allen è garanzia di qualità, se non per capolavori, per commedie eleganti e brillanti, che filano dall’inizio alla fine senza sbavature. Quarant’anni dietro alla macchina da presa con una frequenza quasi annuale di produzioni, sembrano concedere a Allen la possibilità di girare film a occhi chiusi – come racconta in Hollywood Ending – senza l’ansia di stupire, ma col compiacimento senile, ma affascinante, del raccontare. In Cafè Society il regista miscela alcuni ingredienti ricorrenti della sua filmografia: la musica jazz, New York, la famiglia yiddish, i dialoghi serrati e incastonati di aforismi -“Bisogna vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo. Poi un bel giorno c’azzecchi”, rimarrà negli annali del cinema – lavorando su una sceneggiatura che non suona particolarmente nuova, ma che brilla di un’eleganza fuori del tempo come uno Chanel vintage adatto per ogni occasione.

\r\n

Il romanticismo è ancora una volta al centro di tutto, a cominciare dal protagonista Bobby (Jesse Eisenberg) con la sua escalation dal grigio Bronx alla dorata Hollywood, fino alla brillante café society newyorkese che lo consacra come uomo. Nevrotico, romantico e tenace nell’amore e nella conquista e dal carisma impacciato e cervellotico, Eisenberg riprende con grazia il personaggio del giovane Allen dei tempi d’oro senza incorrere in scimmiottamenti. Bobby sillaba nervosamente le sue battute, alternandole a silenzi sbigottiti e riesce a rendere il dramma sorvolando con leggerezza gli ostacoli eterni della noia, del tradimento e della morte. Croce e delizia del cuore di Bobbie, Vonnie – interpretata da Kristen Stewart – è una delle figure femminili tipiche dei film di Allen, intellettuale, fragile e presa da sé stessa. I personaggi agiscono in un contesto di assoluta leggerezza, in cui adulteri e gangster fluttuano sui virtuosismi di un sassofono e trovano in questa danza l’assoluzione per ogni grande e piccola crudeltà.

\r\n\r\n\r\n

Cafe Society
Cafe Society
\r\n

Allen regala al pubblico splendide cartoline, gestendo al meglio il suo esordio col digitale, forte del contributo del maestro Vittorio Storaro pluripremiato direttore della fotografia. La grande bellezza dell’America degli anni trenta è resa nei colori, negli abiti, nelle bellezze femminili, nella ricorrente musica dal vivo, nel cibo, nei drink e in una ricchezza che fiorisce nelle mani dei personaggi, liberi da ogni altra preoccupazione se non quella di scegliere chi amare. Convince poco la protagonista femminile, Kristen Stewart, talmente fuori contesto da far pensare a una scelta precisa da parte di Allen: che la sua fisicità spigolosa, la sua espressività adolescenziale e il suo disagio nelle vesti glamour vogliano mostrare la cecità dell’amore, quando è talmente profondo da superare il rifiuto, il tempo e l’abbandono?

\r\n

Attorno ai due innamorati, gravitano una serie di personaggi che, come in ogni buona commedia, danno un valore aggiunto al film: i genitori di Bobbie, i cui battibecchi ricordano altri ritratti brillanti della narrazione familiare di Allen, il fratello maggiore Ben, Corey Stoll, già convincente nel ruolo di Hemingway in Midnight in Paris, la sfavillante Blake Lively/Veronica, libera del tutto dai suoi esordi televisivi e diva del grande schermo e lo zio/rivale Phil, interpretato da Steve Carell, bravo nel rendere un personaggio bieco e egoista con comicità ben dosata, mai fuori dalle righe.

\r\n

Come i classici Disney nel periodo natalizio, ogni film di Woody Allen rappresenta una certezza cinematografica alla quale sarà difficile rinunciare. Tra gli alti e bassi della sua nutrita filmografia, Cafè Society si colloca in un livello medio, senza deludere né toccare picchi di particolare genialità.

\r\n

Cafe Society
[table sort=”desc”]\r\nTitolo,Café Society\r\nRegia,Woody Allen\r\nSceneggiatura,Woody Allen\r\nCast,Jesse Eisenberg,Kristen Stewart,Steve Carell,Blake Lively\r\nProduzione,Letty Aronson\r\nDurata,96 minuti\r\nData di Uscita,29 settembre 2016\r\n[/table]

ULTIME RECENSIONI

Cinema, Sergio Rubini in concorso per la Palma d’oro a Cannes: “Amo i film...

“I film per lo più oggi sono prodotti, prodotti da banco per le piattaforme, per me è una mazzata terribile. Anche per motivi anagrafici...
Industriali

Bari, dopo 7 mesi riapre il cinema Galleria: distanziamento e obbligo mascherine

Dopo sette mesi di chiusura, a causa dell’emergenza sanitaria, giovedì 20 maggio riapre il Multicinema Galleria di Bari, con la consueta programmazione, all’interno delle sue sette sale....

David di Donatello a Checco Zalone per la migliore canzone. Sophia Loren migliore attrice...

Protagonista la Puglia nei David di Donatello. Premio per la migliore canzone originale a Checco Zalone per "Immigrato" nel film "Tolo Tolo". Se lo...

Anche un attore barese nel film di Ridley Scott “House of Gucci”: “Un onore...

Dai primi giorni di marzo in Italia la Scott Free Production, del regista Ridley Scott e Giannina Scott, sta girando il film “House of...

“Si vive una volta sola”: Carlo Verdone presenta il suo ultimo film, girato interamente...

Nove settimane di lavorazione nella calda estate 2019, in cui sono state coinvolte diverse località del Salento (Otranto, Castro, Diso, Santa Cesarea Terme, Melendugno,...

© RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE RISERVATA - Borderline24 Il giornale - Ti invitiamo a usare i bottoni di condivisione e a non copiare l'articolo.

ConfagricolturaBari
CattolicaBari

LASCIA UN COMMENTO:

Scrivi il tuo commento
Il tuo nome qui