“Questo stadio non è la creatura di Renzo Piano – sbotta Mimmo Magistro – questo non è il progetto che noi avremmo voluto”. Forse non tutti sanno che il bistrattato San Nicola, o quel che oggi resta, con decreto del 18 maggio 2007 è stato riconosciuto come struttura architettonica di “particolare carattere artistico”. Può far sorridere ad osservare oggi quella cattedrale malconcia nel deserto, ma nel febbraio del 1987 quando Renzo Piano presentò la sua idea nella sua testa (e in quella degli allora amministratori baresi) c’era qualcosa di molto diverso. Mimmo Magistro all’epoca era consigliere comunale di maggioranza sotto l’amministrazione del sindaco De Lucia; successivamente, nel 1990, ad inaugurazione avvenuta, diventerà assessore con delega allo Sport.\r\n\r\nMagistro, una parte di Bari oggi vi rinfaccia di aver dato vita ad un impianto non funzionale e costoso.\r\n\r\n“Solo chi ha memoria corta. Bari aveva bisogna di un nuovo stadio per poter ospitare le partite dei Mondiali ’90, un’opportunità che non potevamo non sfruttare. Il progetto iniziale, però, non era questo: Renzo Piano elaborò una struttura da 37mila posti, tutti coperti, disposti su due anelli, e senza pista di atletica. Una struttura, per l’epoca, avveniristica, un po’ come lo è oggi lo stadio della Juventus”.\r\n\r\nCosa vi fece cambiare idea?\r\n\r\n“Più che cosa, chi. Primo Nebiolo, vice presidente nazionale del Coni e presidente della Fidal Italia, ci impose uno stadio da 60mila posti e che avesse anche le 8 corsie per l’atletica. Senza la pista non solo non avremmo ospitato diverse partite dei Mondiali di calcio, ma non ci avrebbero assegnato nemmeno i Giochi del Mediterraneo del 1997, una finale di Coppa Campioni e tante partite della nazionale. Inoltre, Nebiolo ci promise che, realizzando le 8 corsie, avrebbe fatto diventare Bari il centro di riferimento per l’atletica a livello nazionale, portando qui i grandi appuntamenti nazionali e internazionali”.\r\n\r\nQuindi cedeste.\r\n\r\n“Molti dimenticano che grazie allo stadio San Nicola a Bari abbiamo avuto i Mondiali di calcio, i Giochi del Mediterraneo e una finale di Coppa Campioni. Indirettamente lo stadio ha portato benessere, posti di lavoro, turisti, vantaggi per i commercianti e un miglioramento delle infrastrutture. Si perché grazie ai Mondiali e ai Giochi del Mediterraneo è stata rifatta la tangenziale, che non era quella che oggi conosciamo, sono stati ammodernati il porto e l’aeroporto. Ma ricordate cosa era l’aeroporto prima?”\r\n\r\nQuanto costò la realizzazione del San Nicola e chi finanziò il progetto?\r\n\r\n“Se non ricordo male circa 120 miliardi di lire, rispetto al progetto iniziale da 37mila posti i costi raddoppiarono. I soldi furono investiti quasi tutti da Stato e Coni, ma anche il Comune mise una piccola parte”.\r\n\r\nRivoterebbe quel progetto?\r\n\r\n“E’ innegabile che oggi il San Nicola ha una gestione difficile e onerosa, ma se tornassi indietro voterei la sua realizzazione. Ad un patto, però: avendo la certezza che il progetto originario verrebbe portato a termine”.\r\n\r\nCosa intende dire?\r\n\r\n“Che questo San Nicola non è la creatura di Renzo Piano, l’idea che ci fu presentata. Renzo Piano aveva immaginato una sorta di Cittadella dello Sport, attorno allo stadio dovevano sorgere negozi, ristoranti, cinema, giardini e altre strutture sportive. L’errore è stato non completarlo”.\r\n\r\nOggi, se dipendesse da lei, lo abbatterebbe o proverebbe a sistemarlo?\r\n\r\n“Secondo me ci sarebbero le condizioni per farlo tornare a vivere, ma se per sistemarlo dovessero servire 20-30 milioni di euro lo abbatterei e costruirei un altro impianto”.

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