I dati dei primi tre mesi del 2026 delineano una Puglia a tinte scure per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, ma con profonde differenze territoriali. Mentre la regione nel suo complesso scivola in “zona rossa” a causa di un incremento dei decessi del 16,7% rispetto all’anno precedente, la provincia di Bari mostra una tenuta migliore, posizionandosi in “zona gialla”.
Con un’incidenza di mortalità pari a 4,4 morti per milione di occupati, Bari fa registrare un valore significativamente più contenuto rispetto alla media regionale (8,5) e inferiore anche alla media nazionale (5,7). In termini assoluti, nel Barese si sono verificati 2 infortuni mortali sui 14 totali della regione. Sebbene il dato sia lontano dai picchi drammatici di Foggia e Taranto, l’attenzione resta altissima: le denunce totali di infortunio in Puglia hanno superato quota 6.000, confermando come il fenomeno sia strutturale e non episodico. Come sottolineato dal Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Vega, questi numeri richiamano la necessità di un impegno costante sulla prevenzione, specialmente per le fasce d’età più mature (45-64 anni), le più colpite dalle tragedie sul posto di lavoro.