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Il 13,9% dei pugliesi rinuncia a curarsi per colpa delle liste di attesa troppo lunghe o dei costi troppo elevati. E’ uno dei dati che emerge dal rapporto “Crea” sulle prestazioni dei servizi sanitari regionali, un’indagine svolta dall’Università Tor Vergata. Il report verrà presentato a dicembre, ma il quotidiano “La Stampa” ha dato qualche anticipazione, evidenziando il divario che si è creato tra le regioni italiane dal momento in cui è nato il federalismo e ogni Ente ha gestito diversamente la sanità.\r\n\r\nI voti sono stati assegnati dai manager delle Asl, dai cittadini, dai professionisti sanitari e dai rappresentati dell’industria di settore e sono stati presi in considerazione 12 indicatori. La graduatoria finale vede inseriti nella fascia di “eccellenza”, nell’ordine, il Veneto, Trento, Toscana e Piemonte. In quella “critica”, l’ultima fascia per intenderci, Liguria, Valle d’Aosta, Abruzzo, Sardegna, Sicilia, Puglia, Calabria e Campania, mentre tutte le altre si trovano in una terra di mezzo, segnata però sempre da insufficienze.\r\n\r\nIl dato più preoccupante riguarda la quota di persone che rinuncia a curarsi per colpa dei costi troppo elevati, quindi del super-ticket, o delle liste d’attesa troppo lunghe: il 15,3% in Campania, il 13,9 in Puglia e l’11,6 in Calabria non ce la fa a sostenere le spese, mentre a Trento rinuncia a curarsi meno dell’1% e in Piemonte, Friuli e Basilicata la quota è intorno al 3%.


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