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Alle 19:34 di una domenica come tante, la terra tremò per 90 interminabili secondi. Poco più di un minuto in cui la furia della terra, un sisma di magnitudo 6,9 della scala Richter (decimo grado Mercalli) causò la morte di circa 3000 persone, lasciandone ferite quasi 9000, provocando danni irreparabili e circa 300.000 sfollati. Un terremoto che coinvolse un’area che si estendeva tra Avellino, Salerno e Potenza e che provocò danni anche a Napoli, Foggia, Matera. Nella memoria di chi ha vissuto quei momenti, sicuramente le parole di Sandro Pertini non saranno mai cancellate: “Non vi sono stati i soccorsi immediati che avrebbero dovuto esserci. Ancora dalle macerie si levavano gemiti, grida di disperazione di sepolti vivi” (edizione straordinaria Tg2, 26 novembre 1980).

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A seguito del terremoto, numerose nazioni hanno prestato i loro aiuti sia economici sia con personale specializzato e militari. Tuttavia le speculazioni e la cattiva gestione degli ingenti finanziamenti statali per la ricostruzione delle zone terremotate hanno dato il via a indagini da parte della magistratura.

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