Cabtutela.it
acipocket.it
aqp.it

“Non ho mai sospettato di lui, inizialmente ha pensato a qualche ospite del Cara. Il ragazzo che ha ucciso mia madre lavorava nella mia pizzeria, poi decisi di allontanarlo perché diversi clienti si lamentarono di suoi  atteggiamenti non idonei”. A parlare è Domenico Minafra, uno dei figli di Rosa Maria Radicci, la 71enne uccisa nella sua villetta sul lungomare di Palese. “Lui – prosegue – conosceva dove abitava mia madre perché spesso mi accompagnava a Palese per portare la spesa. Quello che è successo è incredibile, Ogert era un mio collaboratore e il rapporto che c’era con lui e con gli altri è sempre stato abbastanza equilibrato”.\r\n\r\nAnche dopo il licenziamento, spiega Minafra, “non ci sono mai state discussioni violente. L’ho rivisto una sola volta, circa una settimana dopo e poi non mi ha cercato più. Poi per una irregolarità riscontrata dalla Asl abbiamo chiuso l’attività per fare i lavori. Non ho avuto sospetti su di lui, – continua – mi era stato presentato dal cognato, che è un altro mio collaboratore del ristorante. Aveva da poco fatto arrivare la famiglia e stava facendo delle pratiche per mettere a posto la sua documentazione”. Minafra racconta che “dopo la tragedia sono venuti diversi collaboratori a farmi le condoglianze ma non lui. Non esiste una ragione per quello che è successo, non può esistere, anche per la modalità. Non ho mai immaginato che la vita mi mettesse di fronte a questa prova impossibile, inimmaginabile”. Su sua madre chiosa: “Con lei mi sentivo più volte al giorno, avevamo un rapporto bellissimo”.


© RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE RISERVATA - Borderline24 Il giornale - Ti invitiamo a usare i bottoni di condivisione e a non copiare l'articolo.

ConfagricolturaBari
CattolicaBari

LASCIA UN COMMENTO:

Scrivi il tuo commento
Il tuo nome qui