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Sono arrivati alle 22 e 57 del 25 dicembre portando la loro bimba di 4 anni con febbre a 39,8, ma hanno atteso sei ore al pronto soccorso del Giovanni XXIII. La denuncia è stata postata sull’account Facebook del consigliere regionale Gianni Stea.\r\n\r\nIl racconto del papà\r\n\r\n”Quello che ha dovuto subire mia figlia di solo 4 anni ieri sera unitamente a tantissimi altri bambini si può solo descrivere con un unico termine “Vergognoso” – scrive il papà – siamo arrivati al pronto soccorso dell’ospedale Giovanni XXIII alle 22.57 con la bimba che aveva febbre alta (39.8), già da diverse ore senza che alcuna terapia le facesse effetto, è stata visitata solo dopo 6 ore per poter successivamente disporre il ricovero alle ore 05.40″. La notte di Natale c’era un solo medico di turno e un  solo termometro disponibile per l’infermiere che fa l’accettazione, “per non parlare dei servizi igenici – continua – che schifo, lì ci avremmo dovuto portare i nostri bambini”.\r\n\r\nIl commento di Stea\r\n\r\n“Leggere questa storia postata sul mio profilo facebook, con tanto di fotografie a corredo – dice Stea, consigliere di Area popolare – lascia senza parole, perché questa non è sanità, non è malasanità, ma è l’esatto contrario di quella che dovrebbe essere l’assistenza in un paese minimamente civili”.\r\n\r\n“L’epidemia di influenza che sta colpendo soprattutto i bambini avrebbe dovuto consigliare un minimo di accortezza nell’organizzazione sanitaria durante le feste, e invece ci troviamo ancora una volta di fronte al menefreghismo assoluto le cui conseguenze sono scaricate, tanto per cambiare, su  medici e infermieri costretti ai turni di pronto soccorso. Nei prossimi giorni formalizzerò l’invito al presidente della Regione, con delega alla Sanità, Michele Emiliano, per un sopralluogo congiunto. Ma nel frattempo il direttore generale dell’azienda ospedaliera, Dattoli, – conclude – deve dare risposte immediate non a me, ma ai pugliesi, perché in tali situazioni si rischia ormai quotidianamente il dramma”.


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1 COMMENTO

  1. Io c’ero con la mia bimba di 4 anni con una ferita alla fronte. Siamo stati lì dalle 21.00 alle 2.20 in attesa assieme ad altri 20 bambini con 40 di febbre e vomito… inimmaginabile la situazione, totalmente surreale

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