Cabtutela.it
acipocket.it
ferrovieappulolucane.it

Vedi, è così che si muore“, queste le ultime parole di Coco Chanel rivolte alla sua cameriera in una stanza dell’Hotel Ritz prima di spegnersi. Icona di stile che, con questo ultimo aforisma, decretò la fine di un’epoca consegnando tuttavia nelle mani della storia la rivoluzione dell’eleganza sulle passerelle come nella vita delle donne.

\r\n\r\n\r\n

Gabrielle Chanel by Man Ray, 1937
Gabrielle Chanel Foto: Man Ray, 1937
\r\n

Nata a Saumur nel 1883 in una famiglia di umili origini con padre venditore ambulante di stoffe e mamma sarta, Gabrielle Bonheur Chanel, a scapito del suo nome, fin dall’infanzia non ha avuto una vita semplice. Alla morte della madre, la nonna cui era stata affidata decide di chiudere in un collegio di monache Coco insieme alle sue sorelle. In questo luogo austero e dominato dal bianco e dal nero, Gabrielle muove i suoi primi passi nella sartoria. Maggiorenne, comincia a lavorare in un negozio di biancheria. Nonostante il futuro si prospetti difficile, Chanel non si piegherà mai di fronte alle difficoltà affrontando con forza ogni avversità. Il suo talento indiscusso la porta a divenire prima disegnatrice di cappelli, poi di capi di abbigliamento. Qui dimostra il suo personalissimo stile, in contrasto già da allora con l’epoca: una donna con personalità, stile, femminilità, elegante, raffinata e moderna. Apre il suo primo negozio nel 1913 e da quel momento la sua determinazione la fa giungere fino a Parigi.

\r\n

Rdn FaCoco rivoluziona lo stile della moda femminile del Ventesimo secolo attraverso un paradosso: la femminilità della “donna” Chanel risiede nella rivisitazione dello stile maschile. Una rivoluzione non solo nella moda, ma anche nella società. La donna non è più solo colei che attende e che si occupa di impiegare il suo tempo con le amiche, ma diventa una donna attiva per se stessa, per la famiglia e per la società. Una donna che lavora, che crea il proprio futuro, la sua indipendenza, la sua carriera. Una donna che non ha bisogno di uomini per divenire qualcuno, ma che vuole essere qualcuno a partire da se stessa. Così la rivoluzione passa da una donna che indossa i pantaloni, o i primi tubini, o ancora i tailleur. Una donna che afferma: “Costruisco un impero, ma non ho bisogno degli uomini: per me sono solo degli accessori“.

\r\n

Coco Chanel LogoGabrielle non si limita a dettare legge negli abiti, il suo stile attraversa gioielli, profumi, borse, scarpe. Nel 1921 dà vita al profumo che passerà alla storia, Chanel N.5. Una donna che, partendo umile, conquista le vette più alte, risiede stabilmente al Ritz che diviene così la sua casa, sicura di sé, spietata ed elegante al tempo stesso. Diviene una donna di successo e oramai icona di stile, conosciuta nel mondo, tuttavia sola dentro se stessa.

\r\n

A A Never Before Seen Image Of Coco Chanel Hard At Work In Her Des MTutti conoscono forse la sua storia, in pochi la solitudine della sua morte. Il 10 gennaio del 1971, segnata dall’età e dalla bellezza che sfioriva e che non riusciva ad accettare, ancora più circondata dalla solitudine, Chanel decide di vestirsi, elgante come sempre, e di uscire in auto insieme ad un’amica. Al rientro in hotel, stanca, si adagia sul suo letto. Poco prima di morire si rivolse alla cameriera pronunciando quelle che saranno le sue ultime parole, in pieno stile Chanel: “Vedi, è così che si muore“.


© RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE RISERVATA - Borderline24 Il giornale - Ti invitiamo a usare i bottoni di condivisione e a non copiare l'articolo.

ConfagricolturaBari
CattolicaBari

LASCIA UN COMMENTO:

Scrivi il tuo commento
Il tuo nome qui