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Benvenuti alla prima puntata della nuova rubrica di attualità letteraria di Borderline24!\r\n\r\nLa rubrica ha lo scopo di riscoprire libri classici e senza tempo, o romanzi ingiustamente trascurati, oppure ancora, nuove uscite particolarmente interessanti, sottolineandone le loro connessioni (più o meno visibili) con le news del giorno.\r\n\r\nPer l’esordio abbiamo scelto di tracciare un parallelismo tra 1984 e l’inaugurazione della presidenza di Donald Trump. ‘In che maniera il manifesto politico di Trump ricalca le più nefande malefatte del regime simil-nazista inventato da George Orwell?’, è una questione che solo un’attenta analisi delle fantasie Orwelliane può accomodare.\r\n1984 è il romanzo distopico che racconta con crudo pragmatismo delle vicissitudini di un cittadino ribelle nella nazione di Oceania, Winston, governata da un regime dispotico, il Grande Fratello. La tanto celebrata portata realistica del capolavoro di Orwell è oggi attuale più che mai; nel libro di del 1948, sono, infatti, contenuti alcuni slogan che sembrano estratti della campagna elettorale di Donald Trump del 2015-2016.\r\n\r\nLa Guerra è pace\r\n\r\nPer cominciare, l’idea di Trump sulla guerra è incredibilmente simile a quella del Grande Fratello. Mentre le nazioni del romanzo inneggiano ad un guerra totale e reciproca per la supremazia planetaria, il futuro Commander in Chief americano preconizza una strage dei suoi nemici d’oltreoceano. Sull’Isis, in particolare, Donald, non riesce a trattenersi da minacce omicide: “I would bomb the SHIT out of ’em!”\r\n\r\nLa liberta è schiavitù\r\n\r\nUn altro caposaldo della politica di Trump inneggia alla futura perdita delle libertà individuali dei suoi cittadini e dei migranti. Le misure che Trump intende adottare sull’immigrazione (il muro al confine con il Messico e la deportazione coatta per dirne alcune) non si discostano molto da quelle propugnate dal regime del romanzo. Il ministero dell’Amore, a confronto col gabinetto dell’immigrazione da incubo di Trump sembra un’innocua fantasia da guerra fredda.\r\n\r\nL’ ignoranza è forza\r\n\r\nInfine, uno de capisaldi della campagna elettorale di Trump e delle sue prime settimane da presidente eletto, è l’ostilità dichiarata nei confronti della stampa e della TV. La Verità di Trump e infatti quella gridata istericamente dal suo account Twitter mentre le istituzioni giornalistiche sono tacciate dal futuro presidente come divulgatori di “fake news”, notizie false.\r\n\r\nInfine, l’ultima e più inquietante somiglianza tra realtà e finzione risiede nell’effetto ipnotico che la dottrina Trump esercita sulle masse. Il risultato è incitazione all’odio e violenza: dagli scontri tra sostenitori ai rally repubblicani, ai casi di abuso nella popolazione mossa da eccessi omofobi o razzisti.\r\n\r\nPer questo, se la letteratura insegna come la storia fa, il verdetto non può che essere uno solo: più l’impronta conservatrice di Trump si sparge a macchia d’olio nella nazione, più l’America di oggi è destinata a seguire il triste fato della dell’Inghilterra di 1984.


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