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Sessanta milioni. Tra Fido, Micio e piccoli animali (roditori, pesci, rettili e uccelli) il dato evidenzia che nel “Bel Paese” vi sono più di due animali domestici per ogni abitante e ciò dimostra il peso, da un punto di vista economico, che grava sui proprietari dei suddetti.

La legge a tal proposito, fornisce sconti e detrazioni fiscali che si declinano in molti ambiti. Le spese mediche veterinarie e l’acquisto di medicinali destinato agli animali domestici, ad esempio, prevedono la detraibilità dall’IRPEF fino a un massimo del 19 per cento. Il limite complessivo di spesa che ogni cittadino può imputare a tali costi ammonta a 387,34 Euro e il limite minimo (cosiddetta franchigia) pari a 129,11 Euro. In soldoni, quindi, è facile scoprire sottraendo dal limite massimo la franchigia e applicando la detrazione possibile (19%), che il risparmio effettivo per il proprietario -in un anno- è inferiore a 50 Euro.

E’ da sottolineare, inoltre, che da tale agevolazione sono esclusi tutti i farmaci privi di prescrizione, mangimi, e antiparassitari.

Discorso a parte quello che riguarda il “bonus cane”. Sono ad oggi moltissimi i comuni italiani che prevedono uno sgravio fiscale per chi adotta un amico a quattro zampe dal canile, si passa da Bisceglie che prevede una riduzione pari al 70% della tassa dei rifiuti -se custodito da almeno tre anni- e del 50% se in custodia da almeno 180 giorni, al comune di Avellino che si fa carico di un contributo economico fino a 700 euro l’anno.

E’ da sottolineare che tutte le adozioni vengono costantemente monitorate dai Vigili del Fuoco i quali, per ben due volte all’anno, hanno l’incarico di verificare le condizioni di salute, nonché la sussistenza del cane presso il domicilio ospitante.

Alla fine dell’anno 2016, in Puglia, unicamente i comuni di Bisceglie, Lecce e Locorotondo (BA) hanno aderito all’iniziativa.


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