Cabtutela.it
acipocket.it
agricoladiniso.it

Tosca di Giacomo Puccini è un dramma femminile. Protagonista forte, prorompente sulla scena e nella storia, Floria Tosca è una diva del palcoscenico e una donna innamorata: celeberrima l’aria Vissi d’arte, in cui esprime in un maniera sublime il profilo dell’artista romantica, abituata allo sguardo bramoso del pubblico, ma gelosa del suo privato e della sua purezza. Tosca – però – è anche un manifesto politico in cui la fiamma della Rivoluzione borghese è raccontata attraverso l’eroicità dei suoi militanti.

Siamo a pochi mesi dalla caduta della Repubblica Romana – l’esperimento giacobino che sostituì lo Stato Pontificio nella Capitale dal 15 febbraio 1798 al 30 settembre 1799 – e il bonapartista Angelotti è in fuga da Castel Sant’Angelo. L’ex console – braccato dalla polizia papalina guidata dal malvagio barone Scarpia – trova rifugio nella basilica di Sant’Andrea della Valle, dove incontra un suo compagno, il pittore Cavaradossi, amante della cantante Floria Tosca. A Sant’Andrea della Valle, la sorella di Angelotti, la bella marchesa Attavanti, ha lasciato per il fuggiasco un travestimento femminile, utile a confondere tra la folla la figura del latitante. L’irruzione di Tosca, però, costringe Angelotti a nascondersi nella cappella di famiglia e ad assistere, in segreto, al dialogo amoroso tra i due protagonisti: solo quando Cavaradossi convince l’amante a lasciare la chiesa, l’eroe può fuggire, dimenticando – tuttavia – il ventaglio del suo travestimento. Questo dettaglio sarà fondamentale per lo sviluppo della storia e per le azioni di Tosca, schiava della passione e della gelosia.

L’opera di Puccini, andata in scena per la prima volta il 14 gennaio 1900 sul palco del Teatro Costanzi, rappresenta con vigore il femminile italiano contemporaneo, che allude all’amore sensuale mentre traccia la croce sul petto prosperoso e porta fiori alla Vergine. La tragedia della cantante, costretta in un triangolo erotico da cui esce sporcando le sue pure mani col sangue del nemico, si alimenta di una passione sfrenata, tormentata, che la consuma dal di dentro e la porta – pur in buona fede – a condannare sé stessa e il suo amante a un destino crudele. Tosca è la storia di un amore tra artisti, divisi tra la vocazione per la bellezza e una posizione sociale di secondo piano, che li rende vittime del ricatto del potere.

Tosca

Interessante la lettura del regista Giovanni Agostinucci, firma della messa in scena portata al Petruzzelli nel maggio 2016, che vede una Floria Tosca spietata, che rinuncia alla redenzione del funerale di Scarpia – celebre scena muta che vede il soprano allestire un altare nella prossimità del cadavere del barone, subito dopo averlo ucciso. Nella rappresentazione la cantante, interpretata in quell’occasione da Susanna Branchini, lascia la vittima giacere in una pozza di sangue, proponendo al pubblico un’eroina laica, libera dal vincolo del rito religioso. Un dettaglio, ma fondamentale per una rilettura dell’intera vicenda che anticipa una visione forte del femminile, pur nella perseveranza del peccato. Non c’è perdono per la Tosca contemporanea, che abbraccia la tragedia nella sua interezza e accetta a testa alta la sua caduta: da una vita da artista a una morte da assassina.


© RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE RISERVATA - Borderline24 Il giornale - Ti invitiamo a usare i bottoni di condivisione e a non copiare l'articolo.

ConfagricolturaBari
CattolicaBari

LASCIA UN COMMENTO:

Scrivi il tuo commento
Il tuo nome qui