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Nel 2009 fece scalpore l’inchiesta sul presunto malaffare nella sanità pugliese, tanto da conquistare anche le cronache nazionali. A quasi 8 anni dai fatti contestati e con il processo di primo grado ancora in corso, il Tribunale di Bari ha dichiarato la prescrizione di 15 dei 21 capi d’imputazione contestati a nove imputati, tra cui i fratelli Claudio e Gianpaolo Tarantini e l’ex dg della Asl di Bari Lea Cosentino, nell’ambito di uno dei filoni su presunti appalti truccati e tangenti nella sanità pugliese.

Gli imputati sono accusati di aver fatto parte di una presunta associazione per delinquere finalizzata a decine di episodi di corruzione e istigazione alla corruzione, peculato, turbativa d’asta, falso materiale e ideologico, truffa, frode in pubbliche forniture. Molti dei reati, però, sono stati dichiarati ormai prescritti. Il processo, che approderà in aula per la requisitoria dell’accusa il prossimo 16 maggio, prosegue nei confronti di 8 dei 9 imputati (prosciolto per prescrizione l’imprenditore Antonio Pica accusato di un episodio di truffa).

Il procedimento penale riguarda la gestione delle gare e delle trattative per l’acquisto di attrezzature e protesi sanitarie alla Asl di Bari tra il 2008 e il 2010. Restano in piedi, a vario titolo, le accuse di associazione per delinquere, un episodio di peculato, uno di falso e truffa e due presunte corruzioni. Nel processo sono costituite parte civile la Regione Puglia e l’Università degli Studi di Bari


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