Se vuoi lanciare un messaggio, indossalo. Nata come fenomeno di massa a partire dagli anni Settanta, la t-shirt è stata, negli anni, veicolo di icone, slogan e “life style”. Scegliamo le magliette in base alle nostre passioni, investendole del ruolo di biglietto da visita: perché, allora, limitarci ai messaggi dettati dalle grandi case di moda, che poco sanno della nostra storia, del nostro vissuto e dei nostri pensieri? La risposta a questa esigenza nasce a Bari, in via Enrico Toti 24, con un negozio di abbigliamento molto “Sdreus”. Affonda le radici nel dialetto barese, infatti, il brand inventato da Danilo Antezza, giovane grafico che ha fatto la gavetta nelle stamperie della città per poi rimboccarsi le maniche, rischiare e lanciarsi nel mondo dell’impresa.

Come è nata l’idea di Sdreus?

È un progetto che porto avanti ormai da quasi tre anni e che si è concretizzato con l’apertura dello store nel giugno 2016. Tutto è partito da Facebook con l’apertura di una pagina dove postavo, tra una pausa e l’altra nella ricerca di un lavoro, i miei disegni.

Quanto è presente la cultura social nei prodotti Sdreus?

La mia fonte primaria è Facebook: ormai senza i social non si può più vivere. Credo che la mia generazione faccia parte dei “figliocci di Mark Zuckerberg” gente che grazie a lui ha creato nuovi tipi di lavori e nuove idee di successo partendo dal nulla. Tramite social riesco a interagire direttamente col pubblico e a far conoscere le novità presenti in negozio (aggiornando la pagina Facebook e l’account Instagram quasi ogni giorno) oltre a trovare collaboratori e a scoprire ciò che va di moda. Naturalmente, l’ispirazione per le magliette viene, oltre che dai social, dal mondo del fumetto, della musica e del cinema e – ovviamente – da Bari.

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Il cliente può scegliere di personalizzare la maglietta?

Certo. Sono disponibile a stampare in ottima qualità, con disegni che resistono anche a 400 lavaggi, anche in meno di 24 ore. Se richiesto, do anche consigli di grafica, ma tendenzialmente rispetto sempre la volontà del cliente. Oltre alle magliette presto stamperò anche su scarpe, lacci e cappelli e sono già attrezzato per federe, accappatoi e felpe. I costi delle stampe sono contenuti, se si dovessero ordinare le stampe da internet si dovrebbe aspettare molto di più e, in alcuni casi, pagare la spedizione: tutti costi che nello store si abbattono.

È stato difficile, a soli 26 anni, aprire un’attività dal nulla?

Assolutamente sì. Posso dire che non mi ha aiutato nessuno, né la Regione con il famoso progetto di Garanzia Giovani, né con altri tipi di finanziamenti. Ho imparato le tecniche lavorando in tipografia e là ho messo da parte i soldi per aprire la mia attività, aiutato anche dalla famiglia. Fare impresa al sud a 26 anni è possibile, ma la strada non è per niente facile, però se hai un idea vincente ed esclusiva, tutti gli ostacoli iniziano ad essere sempre più piccoli. L’importante è anche fare rete tra chi ha voglia di portare una ventata di freschezza e creatività anche al meridione: per questo collaboro costantemente con Youtuber, tatuatori e artisti di ogni genere.

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Sdreus

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